LIBIA. Riparte la cooperazione fra la Sicilia e la Libia attraverso la blue economy

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Dopo oltre dieci anni di complesse trattative e interruzioni dovute ai numerosi cambi di regime in Libia, uno storico accordo sulla cooperazione economica, scientifica e tecnica nel settore delle risorse marittime è stato firmato fra Il Distretto della Pesca e crescita Blu e l’Autorità Generale dell’Ambiente Marino della Libia.

L’importante accordo è stato siglato il 14 gennaio, presso la Galleria Sicilia del Comune Mazara del Vallo fra il sottosegretario agli Affari Marittimi, Ridha Ibrahim Douzan, ed il presidente del Distretto Giovanni Tumbiolo.

L’accordo mira all’avvio di una cooperazione produttiva fra la marineria siciliana e la Libia e fa seguito all’audizione del 10 ottobre 2015 al Parlamento Europeo sulla «dimensione esterna della Riforma della nuova Politica Comunitaria della Pesca (Pcp)», ove la stessa Commissione Europea prese atto della necessità di superare il contenzioso in atto nel Mediterraneo Centrale attraverso l’avvio di progetti di cooperazione transfrontaliera e di politiche fra il Distretto della Pesca e le competenti parti libiche.

L’accordo – come sottolineato nel corso dei diversi interventi – ha una valenza politico-sociale e rappresenta un passo concreto verso la fine della cosiddetta “guerra del pesce” e l’inizio di un percorso congiunto che prevede: la creazione di joint-venture per lo studio e la pesca in mare aperto e all’interno delle “acque libiche”; lo sviluppo di progetti di acquacoltura; la costruzione e la manutenzione di unità di pesca; la lavorazione e la commercializzazione del pesce, crostacei, molluschi e spugne; la costruzione e la manutenzione di unità da pesca; lo sviluppo ed il miglioramento dei porti e la lotta contro la pesca illegale. 

Nell’ambito dell’accordo un ruolo preminente rivestirà la formazione per giovani libici e siciliani nel campo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.

La cooperazione prevede pertanto la creazione di un cluster della pesca in Libia ispirato dal modello della blue economy sviluppato in questi anni dal Distretto della Pesca siciliano che si basa sui principi della responsabilità condivisa e della rigenerazione delle risorse marine e terrestri.

Redazione