LIBIA. Prosegue l’emorragia politica della Fratellanza Musulmana libica

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È continuata in questi giorni, la presa di distanza di membri libici dai Fratelli Musulmani. In effetti, dopo il presidente del Consiglio di Stato Al Mashri, anche Al Aradi ha indicato che la sua partecipazione ai Fratelli Musulmani è solo intellettuale e che il gruppo deve disimpegnarsi dai sostegni che ha all’estero, in particolare in Turchia e Qatar. Non è chiaro ancora dove porterà questa scelta dei dirigenti principali del partito Giustizia e Costruzione, ramo libico della Fratellanza Musulmana

È interessante segnalare quanto scritto da un giornalista Atef Bargeeg che ha pubblicato alcune dichiarazione di Abdulrauf Kara, il leader della Special Deterrence Force, Sdf, spesso indicata come milizia salafita all’interno della compagine di sicurezza del GNA a Tripoli. Kara avrebbe indicato di essere contro Haftar e di aver combattuto il LNA a Fashloum, quartiere centrale di Tripoli. Inoltre, sempre secondo Kara, le SDF avrebbero scoperto il coinvolgimento del LNA nell’attacco all’ambasciata italiana a Tripoli dell’anno scorso. 

Inoltre, Kara ha anche dichiarato che non ha mai sentito discorsi di Rabee al Madkhali o letto suoi libri. Questo chiuderebbe la porta alle illazioni che sono state fatte più volte sulle SDF che indicavano che il gruppo era anch’esso madkhalita e che quindi si sarebbe potuto ritorcere contro il GNA in caso di arrivo del LNA nell’area di Tripoli. Bisogna però indicare che in diversi casi sono stati appurati i legami della milizia delle SDF con salafiti e in particolare proprio con quelli di impostazione madkhalita. 

Il Comitato parlamentare sull’energia ha respinto l’idea di Mustapha Sanalla di creare una nuova forza per la messa in sicurezza dei campi petroliferi; mentre la NOC ha richiesto un investimento da 60 miliardi di dollari per i prossimi anni, con l’obiettivo di raddoppiare la produzione petrolifera e portarla a 2 milioni di barili al giorno entro il 2020.

Redazione