A rischio la pesca davanti alla Libia

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ITALIA – Mazara del Vallo 17/11/2015. Il presidente del Distretto produttivo della pesca Giovanni Tumbiolo esprime il proprio cordoglio per le vittime dei tragici eventi di matrice jihadista avvenuti nei giorni scorsi a Parigi, a Beirut, in Kenia, Nigeria ed in Siria.

«Questi attacchi sono atti di terrorismo che non devono essere associati alla religione islamica che predica misericordia e pace fra i popoli. Abbiamo ancora in mente le parole pronunciate di recente a Blue Sea Land, a Mazara del Vallo, dall’Imam della Grande Moschea di Roma, Muhammad Hassan Abdulghaffar: “condanniamo il terrorismo e l’integralismo in tutte le sue forme”. Sono d’accordo con il mio amico Imam che in quell’occasione ha sottolineato “chi ammazza nel nome dell’Islam e del Profeta Maometto non è islamico ma terrorista”» ha dichiarato Tumbiolo. «Non dimentichiamo i pescatori siciliani che vivono in trincea una guerra dimenticata. Più volte abbiamo chiesto l’intervento dello stato italiano e dell’Unione europea al fine di tutelare l’incolumità dei nostri pescatori impegnati nella loro attività di pesca al gambero rosso in acque internazionali davanti la Libia dove è serio il rischio quotidiano di essere rapiti o attaccati da miliziani.
Con maggiore determinazione chiediamo alle autorità competenti di tutelare l’attività dei pescatori siciliani nelle acque internazionali antistanti le città di Derna e Bengasi che, secondo le recenti testimonianze dei nostri pescatori, sono diventate sempre più pericolose» ha dichiarato Tumbiolo.