LIBIA. Peacekeeper dell’Unione Africana a Tripoli?

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Il Consiglio di pace e sicurezza dell’Unione africana ha espresso, il 27 settembre, la sua convinzione che dovrebbe essere maggiormente coinvolto nella ricerca di una soluzione al conflitto libico, in particolare attraverso la nomina di un inviato congiunto UA-ONU in Libia.

In una nota rilasciata dopo una riunione ministeriale organizzata dal Marocco a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Consiglio di pace e sicurezza africano ha espresso «profonda preoccupazione per la gravità della situazione» in Libia e le sue «gravi implicazioni per la sicurezza e la stabilità della regione e in tutto il continente africano».

Inoltre, il Consiglio africano ha espresso la convinzione che «l’Ua dovrebbe impegnarsi attivamente e urgentemente nella ricerca di una soluzione politica duratura alla crisi in Libia», esprimendo il proprio sostegno alla nomina di un inviato congiunto Ua-Onu in Libia.

Da ricordare che il  comandante dell’Esercito Nazionale Libico (Lna) generale Khalifa Haftar, aveva confermato per la prima volta da quando l’Esercito libico ha lanciato l’operazione Flood of Dignity per controllare Tripoli quasi sei mesi fa, la sua apertura al dialogo e al processo politico.

Tuttavia, Haftar ha sottolineato la difficoltà di creare un clima politico, dicendo che «il processo democratico ricercato dal popolo libico era e continua a scontrarsi con l’opposizione di gruppi terroristici e milizie criminali armate che controllano la sicurezza e le decisioni economiche nella capitale Tripoli».

I conflitti a sud di Tripoli che sono scoppiati da aprile si avvicinano al loro sesto mese. Questi scontri hanno causato circa 1093 morti e 5762 feriti, inclusi civili, mentre il numero di sfollati ha superato le 120 mila persone, secondo le agenzie delle Nazioni Unite.

Da parte sua, l’analista accademico e politico libico, Allam al-Falah, ha affermato che la stessa Unione africana e i paesi africani sono deboli e fragili e non possono risolvere i problemi e le questioni profonde dell’Africa. Al Falah ha aggiunto, in dichiarazioni a Radio Sputnik in arabo: «Gli europei temono che la situazione in Libia si svilupperà ulteriormente e temono che ci sarà uno stato sulle rive del Mediterraneo dove ci sono ISIS, Al Qaeda e altri gruppi terroristici».

D’altra parte, il segretario generale della Lega araba Ahmed Abul-Gheit e l’Alto Rappresentante dell’Ue, Federica Mogherini, hanno sottolineato la necessità del successo degli sforzi della comunità internazionale per «rilanciare la strada politica e raggiungere un cessate il fuoco» in Libia.

Questo  è avvenuto durante un incontro tra Aboul Gheit e Mogherini, venerdì, a New York City, negli Stati Uniti, a margine della 74a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

L’incontro tra  Abul-Gheit  e Mogherini ha affrontato una serie di questioni regionali, con particolare attenzione alla crisi libica ed entrambe le parti hanno sottolineato il loro interesse per il successo degli sforzi della comunità internazionale per sostenere gli sforzi dell’inviato delle Nazioni Unite in Libia Ghassan Salamé per rilanciare la strada politica e raggiungere un cessate il fuoco.

Marwa Mohammed
Corrispondente dal Cairo