LIBIA. Nello scandalo Qatar-Libia compare John McCain

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Continuano a fioccare i nomi di possibili successori di Martin Kobler alla testa della Missione delle Nazioni Unite in Libia. Dopo il nome dell’attuale capo della missione delle Nazioni Unite in Yemen, è venuto fuori nei giorni scorsi il turno di Ghassam Salama, ex ministro degli Affari esteri libanese.

A seguito dello scontro Arabia Saudita/Qatar, continuano a venir fuori informazioni e indicazioni riguardo al supporto qatarino a personalità libiche conosciute per le loro posizioni estremiste o terroristiche. Le cose si muovono non solo in Libia, ma anche in Tunisia dove il Ministro degli interni tunisino Majhoub ha confermato che Belhadj e centinaia di figure di Fajr Libiya non possono entrare in territorio tunisino. Ad ogni modo il Qatar controllerebbe la banca centrale libica a Tripoli grazie all’aiuto del figlio di Mohammed al Maqrif che ne è a capo.

Le SDB hanno emesso un comunicato riguardo al loro essere inseriti nella lista delle organizzazioni terroristiche. Un account locale  indica che alcuni anni fa il Senatore John McCain ricevette un premio dal capo del LIFG (ovvero Al Qaeda) Abdelhakim Belhadj (nella foto). Si tratta di una notizia non nuova, presente nei media mainstream dal 2015, con tanto di corredo fotografico e di dichiarazioni di McCain che definiva “eroi” il LIFG e la sua dirigenza. All’epoca Belhadj era definito leder ISIS in Libia da molti media internazionali. La polemica sul Qatar rischia di prendere pieghe inaspettate e dagli sbocchi interessanti in politica internazionale al di là dell’Oceano.

La zona di scontro principale al suolo è stata Sabratha dove è avvenuto uno scontro tra milizia locale e un gruppo delle SDB che ha provato ad entrare in città. In realtà successivamente le SDB hanno negato la propria presenza a Sabratha e nelle vicinanze. Il Consiglio militare di Sabratha ha dichiarato poi che continua a monitorare i movimenti di Daesh nella zona a sud ovest del paese.

Quindi, sono stati registrati dei movimenti di 15 mezzi con tecnica di Daesh vicino Sabratha. Questo allontana quindi la possibilità che siano state le SDB ad attaccare a Sabratha e fa riemergere la pericolosa presenza in zona di Daesh.

Nel frattempo, le municipalità di Gemayel, Riqdalin e Ziltan hanno indicato di sostenere la decisione di Serraj di nominare Al Jouaili a capo della regione militare ovest della Libia. Viene così chiusa in un certo senso l’apertura che il LNA cercava nella zona di Az Zawia.

Daesh non si trova soltanto nella zona di Sabratha, ma conferma anche la sua presenza anche nella zona tra Bani Walid e Sirte. In effetti, c’è stato un attacco di Daesh contro la Katiba 166 delle milizie BAM a Abugrein che inizialmente registrava un morto e due feriti. Si apprende successivamente che gli scontri tra Daesh e miliziani di Misurata si sono svolti tra Abugrein e Wadi Zamzam e ha fatto almeno quattro morti tra milizie BAM. Ormai è chiaro come Daesh nel triangolo Bani Walid/Sirte/Misurata abbia di nuovo libertà di movimento.

Il LNA ha scoperto un magazzino delle SDB pieno di munizioni per carri armati e mortai e una placca a pressione da usare per IED. Il magazzino si trovava a Hun nella zona di Al Jufrah.

Nel frattempo sembra essere arrivato al collasso il sistema difensivo dei terroristi a Al Sabri e Suq al Hut. Vi sarebbero stati nel corso delle ultime ore diversi tentativi di evasione e di resa. Al tempo stesso l’Unità investigativa criminale ha arrestato un gruppo di trafficanti di droga a Bengasi. Un SUV è esploso a Bengasi e sin da subito si è pensato si trattasse di un’autobomba. L’ipotesi è stata confermata poco dopo quando si è appreso che effettivamente il mezzo è esploso al passaggio del sindaco Abdul Rahman Al Abbar.

Il Comitato parlamentare per la difesa nazionale e la sicurezza del parlamento di Tobruk ha emesso una lista supplementare di 75 nomi e 9 entità considerati terroristi perché hanno il sostegno del Qatar. Un account locale fa un esempio ben preciso citando l’organizzazione Qudwaty. Secondo quanto indicato, molti dei giovani che sono passati per le attività dell’organizzazione Qudwaty sono finiti combattenti di Daesh o Al Qaeda in Libia.

Redazione

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