LIBIA. Misurata tratta per non essere invasa da LNA

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Sulla base della situazione a Tripoli, dove le milizie starebbero subendo gravi perdite, account locali hanno riportato la notizia che Misurata cercherebbe di negoziare nuovamente con gli occidentali il ritiro da Tripoli delle milizie in cambio della non entrata a Misurata. Dal canto suo, il primo Ministro del governo ad interim Al Thani ha detto al suo ministro degli Interni Bushnaf di prepararsi ad entrare con le unità del ministero degli Interni a Tripoli. 

Dovrebbe ripetersi lo stesso scenario visto in altre aree dove il LNA, dopo le operazioni militari, è stato in supporto alle forze dei direttorati di sicurezza del ministero degli Interni fino a consegnare le aree. L’obiettivo è un punto fisso di Bushnaf, fino ad ora mai cambiato dal LNA, di far fare la guerra ai militari, ma successivamente la sicurezza passa sotto controllo del ministero degli Interni. In tal modo si distingue chi è specializzato nei combattimenti e chi nella sicurezza, anche per differenziare la struttura dell’est del paese dalle milizie.

Dall’altra parte, il membro del Consiglio di Stato Dabruz ha dichiarato che le forze di Haftar sono rimasugli delle forze di sicurezza dell’ex regime gheddafiano. Così facendo si apre una nuova pagina della propaganda dell’ovest del paese dove le milizie continuano di fondo la stessa guerra rivoluzionaria dal 2011 ad oggi.  

Sono continuati poi gli scontri tra milizie di Misurata e Tripoli contro il LNA. Continua la repressione da parte delle milizie nei confronti in particolare dei giovani nella città di Tripoli. Si apprende da diversi account social che le milizie hanno arrestato 180 giovani accusati di essere sostenitori del LNA a Tripoli nella zona di Majdoub Sidra road. Gli arresti sono avvenuti dopo che diversi giovani avevano manifestato contro l’assassinio di un giovane nel corso del tentativo di furto della sua macchina da parte di miliziani. Le manifestazioni sono quindi continuate e aumentate di intensità.

Inoltre si starebbe registrando il ritiro tattico delle milizie di Misurata in alcune zone della città dopo che i giovani sono scesi in strada e hanno chiuso alcune strade. È stato quindi confermato, sempre via social media, che diverse strade sono state chiuse e diversi pneumatici incendiati nelle strade di Tripoli dopo che milizie di Gneiwa hanno ucciso giovani locali. Sono state postate alcune foto delle strade bloccate e dei pneumatici in fiamme dopo l’arresto di alcuni giovani da parte delle milizie di Gneiwa alla rotonda Al Madar (foto piccola).

Per la prima volta sono stati segnalati anche scontri tra le milizie di Tripoli, in primis tra milizia Amazigh e la milizia di Abu Ubaydah al Zawawi da Az Zawia. Successivamente sono stati segnalati anche altri scontri tra milizie, in particolare tra una di Kabaw e Cavalieri di Janzour. Anche in questo caso vi sarebbero stati morti e feriti. È interessante notare come gli scontri siano avvenuti essenzialmente nella zona del settore ovest, così come il fatto che siano avvenuti tra milizie che provengono dall’ovest del paese e milizie locali.

Sono continuati anche i bombardamenti degli aerei del LNA su tutti gli scenari contro le milizie. 

Infine torna Daesh. Intorno alle 09.00 del 18 maggio, Isis ha attaccato un check point a circa 13 km dalla localita di Zilla (a circa 300 km a Sud di Sirte ed a 350 ad Est/Nord-est di Sebha). Il posto di controllo è sito all’ingresso del compound della compagnia petrolifera Zuetina.  Nel corso del combattimento, gli uomini del Califfato hanno rapito 4 guardie, poi liberate da militari del LNA, ed uccise altre 2. Inoltre vi sarebbero anche due morti fra i membri del commando di terroristi, uno dei quali si sarebbe fatto esplodere. Isis ha poi rivendicato l’operazione.

Redazione