Tripoli. Miliziani sparano sulla manifestazione

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LIBIA – Tripoli 15/11/2103. Le premesse perché scoppiasse il caos a Tripoli il 15 novembre c’erano tutte.

Almeno due persone sono state uccise e 25 ferite dai miliziani che hanno aperto il fuoco sulla manifestazione pacifica contro la presenza di milizie nella capitale libica. Il quotidiano al Akhbar riporta le dichiarazioni di Sadat al-Badri , presidente del municipio di Tripoli: «Le tensioni sono in aumento a Tripoli. Stiamo per annunciare uno sciopero generale e lanciare una campagna di disobbedienza civile fino a quando queste milizie non se ne andranno». Alle preghiere settimanali del venerdì, gli imam nei loro sermoni hanno chiamato alla protesta contro le milizie così come richiesto dal mufti della Libia, la massima autorità religiosa. Centinaia di persone sventolando bandiere bianche, in segno di pace, assieme alla bandiera nazionale, cantando l’inno nazionale si sono riuniti a piazza Meliana. Poi hanno marciato verso il quartier generale della milizia di Misurata nel quartiere Gharghour per portare le loro richieste quando uomini armati dall’interno della sede hanno sparato in aria per spaventarli. Continuando il corteo ad avvicinarsi all’edificio, gli uomini armati hanno iniziato a sparare ad altezza d’uomo. Un leader della milizia di Misurata ha, poi, detto alla tv Al- Naba che i manifestanti avevano aperto il fuoco per primi. La marcia era stata originata dalla notte di violenza del 7 novembre in cui la milizia di Misurata ha giocato un ruolo centrale, dimostrando ancora una volta l’instabilità della Libia. Le ambasciate inglese, francese, italiana e statunitense hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che chiede libici di «mettere da parte le loro differenze».