LIBIA. L’italiano potrebbe essere insegnato nelle scuole libiche

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Alcuni account social hanno indicato che il ministro dell’Educazione del GNA, Othamn Abdel Jalil, stia valutando la possibilità di far insegnare l’italiano nelle scuole libiche come lingua opzionale dal prossimo anno dopo averne discusso nei giorni scorsi con l’ambasciatore italiano in ambito di cooperazione. 

Questo dato potrebbe stare a significare che l’Italia stia cercando di aumentare la propria influenza in Libia in coincidenza con il momento in cui la Gran Bretagna vive un momento di sofferenza politica tra la partenza del suo ambasciatore e la drammatica vicenda della Brexit. A riguardo, account social locali sottolineano come il ministro dell’Educazione del GNA abbia proibito l’insegnamento dell’Amazigh nelle scuole, ma pensi all’insegnamento dell’italiano.

La Conferenza Nazionale è ancora al centro della situazione politica interna libica. In effetti il Consiglio dei Tuareg ha dichiarato il proprio supporto alla Conferenza nazionale proposta da Salamé. Nel frattempo continua il caos nell’ovest del paese. Sottolineando la mancanza di serietà da parte di Serraj nell’unificazione delle forze armate, il suo consigliere militare, generale Aoun, ha annunciato le dimissioni. Dall’altra parte, cercando di serrare i ranghi, il comandante della regione occidentale del GNA, generale Juwaili, sta cercando di mettere le città di Sorman, El Agelat e Sabratha contro i leader del LNA presenti localmente. In un certo senso, Juwaili è l’unico che sta cercando di mantenere l’unità nelle fila della regione occidentale pro GNA.

La Delegazione del comitato internazionale della Croce Rossa per la Libia sta discutendo del trasferimento del suo quartier generale da Tunisi a Bengasi.

Durante il summit della Lega Araba a Tunisi, l’Inviato delle Nazioni Unite, Ghassan Salamé, ha fatto un intervento molto duro indicando di non sapere come definire un paese come la Libia che esporta 1,3 milioni di barili al giorno e ha scuole in dissesto, ospedali inefficienti e non spende milioni per la manutenzione delle infrastrutture, mentre alloca il 60% del proprio budget per salari di impiegati e centinaia di milioni in avvocati per dispute tra istituzioni. Salamé ha anche aggiunto che la Libia è a un bivio che potrebbe portarla verso il miglioramento o il disastro.

Redazione