LIBIA. L’esercito di Haftar punta ad essere nazionale, forte dei suoi 80mila uomini

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Mentre continuano le operazioni del LNA nel sud del paese, il Generale Khalifa Haftar ha dichiarato che tutti i gruppi criminali provenienti dal Niger e dal Ciad e oggi presenti nel sud della Libia saranno eliminati, fino all’ultimo uomo. Successivamente, il portavoce del LNA, generale Ahmed Al Mismari, ha affermato che il LNA ha una forza di 80mila uomini, e non tutti originari dell’est del paese.

Accusato più volte di essere un esercito composto essenzialmente da membri delle tribù del sud, ormai solo il 40% dell’esercito sarebbe dalle regioni orientali con il resto che viene dalle regioni e le città di tutto il paese. Peraltro, Al Mismari ha reiterato che il LNA entrerà a Tripoli con il supporto del suo popolo e non combattendo.

A livello politico la posizione chiave del dicastero della Difesa è nelle mire di altri, oltre che di Haftar: visti i movimenti a sud di Tripoli, secondo account social locali il generale Osama Juwaili starebbe mettendosi alla prova, e quindi candidandosi, come ministro della Difesa mentre la città di Tarhuna si testerebbe come città di confine con la capitale.

Stando ad alcuni membri del parlamento, Qatar e Turchia cercano di sfruttare le risorse della Libia per rafforzare i Fratelli Musulmani in tutta l’area, peggiorandola situazione libica. Situazione che anche a livello internazionale continua a scatenare polemiche: il primo Ministro libanese Saad Hariri ha deplorato l’assenza della partecipazione della delegazione libica al summit sullo sviluppo economico della Lega Araba; mentre per alcuni brilla la presenza Serraj ad altri eventi: account locali sottolineano come nonostante l’escalation a sud di Tripoli e le crescenti divergenze all’interno del Consiglio presidenziale, il Presidente del Consiglio presidenziale, Fayez Serraj, ha deciso di recarsi a Davos per il forum economico dal 22 al 25 gennaio.

La Libia sta puntando riavere indietro i fondi del precedente regime, spesso invano. L’ex ministro del Tesoro belga ha confermato di fronte al parlamento che l’Ue ha dato accordo al non congelamento degli interessi sui fondi libici congelati dal 2011. Tolti i soldi sequestrati dal governo belga per il rimborso delle perdite delle proprie aziende, i restanti interessi versati però non si sa che fine abbiano fatto.

Redazione