Libia. Camera dei Rappresentanti invalidata

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LIBIA – Tripoli06/11/2014. La Corte suprema libica ha invalidato l’elezione del parlamento libico riconosciuto a livello internazionale.

Riporta la notizia la Lybian News Agency il 6 novembre. La decisione è arrivata dopo che i legislatori islamici che si oppongono al nuovo organismo hanno chiesto alla Corte di pronunciarsi sulla costituzionalità del parlamento (nella foto).
Come riporta il Libya Herald, i lavori del Comitato di febbraio del Congresso generale nazionale, che ha portato alla creazione della Camera dei Rappresentanti, sono stati dichiarati incostituzionali; quindi, le elezioni di giugno sono statedichiarate incostituzionali. La decisione non può essere oggetto di ricorso, secondo la legge libica.
Analizzando la decisione ella situazione in cui è stata presa si evince che la presenza di milizie islamiste a Tripoli sede della corte, insieme a minacce, riportate, contro i giudici, senza dubbio hanno avuto un peso notevole nella decisione. La presa di Tripoli, avvenuta ad agosto nel mese di agosto, da parte delle milizie islamiche ha di fatto consentito l’espulsione sistematica degli attivisti civili, mentre contemporaneamente venivano epurare le istituzioni governative ritenute fedeli al governo del primo ministro Abdullah al-Thinni.
Il governo di Al-Thinni, e la Camera dei rappresentanti eletta a giugno, è ora rifugiato a Tobruk, con scarso controllo sul resto del paese, nonostante il riconoscimento internazionale. Sia Tripoli che Bengasi, seconda città del paese, sono sotto il controllo delle milizie islamiste.
I legislatori islamici a Tripoli avevano richiesto una pronuncia della Corte di Cassazione, dopo aver impugnato in precedenza la legittimità del governo di al-Thinni, che non è andato a Tripoli per il giuramento dopo essere stato nominato: Tripoli è sotto il controllo delle milizie islamiche di Misurata da agosto 2014.
Recentemente, i militanti estremisti della minoranza Tuareg, alleati con i gruppi islamisti a nord, hanno invaso uno dei principali giacimenti petroliferi del paese nel sud del paese. Il giacimento El Sharara (vedi AGC: El Sharara chiuso per sequestro) , gestito congiuntamente dal governo libico e dalla compagnia energetica spagnola Repsol. El Sharara ha una capacità di 340.000 barili di petrolio al giorno.