La Libia ha bisogno d’intelligence

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LIBIA – Tripoli 18/08/2013. Parlando ad una conferenza stampa il 17 agosto, il primo ministro libico Ali Zeidan ha espresso la sua volontà di formazione e rendere operativo un nuovo apparato statale di intelligence.

Zeidan ha detto che sta ancora affrontando una certa opposizione a questa sua volontà politica: vi si oppongono, ha detto Zeidan, soprattutto il Gnc e i thuwar (combattenti per la libertà). «Abbiamo iniziato questo percorso (la formazione di un’agenzia di intelligence, ndr) per raccogliere informazioni sui criminali», ha detto Zeidan, «C’è stata una forte opposizione politica a questa mossa, ma noi ne abbiamo bisogno», ha sottolineato il premier. Zeidan ha fornito una serie di parametri sull’arruolamento della nuova agenzia (AGC Communication: Ricostruire l’intelligence libica): ne potranno far parte anche appartenenti alle strutture amministrative dell’era Gheddafi, ma solo  chi non facesse già parte dei sevizi di sicurezza e intelligence di Gheddafi, la Mukhabarat el-Jamahiriya ( مخابرات الجماهيرية‎). In un precedente incontro con la stampa Zeidan aveva sottolineato che per combattere la criminalità e il terrorismo era necessario ricreare un apparato di sicurezza per raccogliere informazioni sui criminali, terroristi e nemici dello stato. Ma aveva anche riconosciuto il “complesso” sviluppato dai libici contro qualsiasi agenzia di intelligence, vista l’esperienza sofferta nei quaranta anni di regime di polizia e dittatoriale vissuti. Zeidan aveva, allora, assicurato che la nuova agenzia di intelligence non sarebbe stata altro che una struttura di raccolta informazioni  che avrebbe poi passato al governo e al Gnc per decidere l’azione da intraprendere. Non sarebbe stata un’agenzia con poteri di polizia. Arresti, interrogatori e la decisione di rinvio a giudizio sarebbero rimasti alla polizia e alla Procura della Repubblica.