LIBIA. Haftar nel mirino della CPI, l’ONU loda l’operazione controterrorismo LNA nel Fezzan

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Account contrari al LNA citano la stampa britannica, secondo la quale la Corte penale internazionale dovrebbe far uscire a breve un memorandum contro il generale Haftar per crimini contro l’umanità e crimini di guerra come spostamento forzato della popolazione, uccisioni extra giudiziali e crimini contro le minoranze. La notizia viene fuori nel momento in cui il generale Haftar si è accordato con Fayez Serraj per un rimpasto del Consiglio presidenziale e del GNA a Abu Dhabi. Secondo inoltre altri account locali, nessuna parte straniera intervenente in Libia, tranne la Turchia, si oppone attualmente all’accordo tra Haftar e Serraj, ovvero i funzionari di Misurata. Secondo quanto riferito, anche Washington va in questa direzione. 

Nel frattempo, l’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, ha confermato che la situazione nel sud migliorerà dopo arrivo del LNA e il lancio del processo di law enforcement al livello locale. Il portavoce del LNA, generale Ahmed Al Mismari, ha dichiarato che il LNA onora il lavoro dell’apparato dell’anti terrorismo di Misurata per il lavoro che fa nel catturare i terroristi. Questo confermerebbe il tentativo, orchestrato anche dagli interventi esterni, di cercare di far riavvicinare le posizioni del LNA e di Misurata soprattutto sulla gestione delle istituzioni sovrane e la sicurezza nella capitale. In effetti, è chiaro ormai da tempo che a gestire le posizioni all’interno del Consiglio presidenziale e del GNA è la compagine politica di Misurata.

La notizia dell’azione della Cui contro Haftar sembra improbabile, visto che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha dichiarato che l’operazione nel sud del LNA è un’azione contro il terrorismo. L’inviato libico al Consiglio di sicurezza ha dichiarato anch’esso che il LNA sta effettuando una missione nel sud del paese per imporre la sicurezza, lottare contro il terrorismo e estendere l’autorità dello Stato.

Tra linotipie economiche girate in rete è da segnalare che secondo alcuni account social nel 2018, i 500 dollari distribuiti ai capo famiglia, soprattuto nell’ovest del paese, sono costati allo stato tre miliardi di dollari, ovvero la produzione di un mese e 10 giorni di petrolio. A monte, proseguono i post, i funzionari e il governo del Gna rubano soldi e danno il contentino al popolo così da poter continuare a saccheggiare, rubare, appropriarsi indebitamente di soldi, creare ambasciatori e pagare le milizie.

Redazione