LIBIA. Haftar confessa a inviato ONU: “Voglio entrare a Tripoli”

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Dopo aver incontrato nei giorni scorsi i responsabili del LNA nella zona del sud del paese, il Movimento per la pace in Libia ha denunciato gli attacchi contro i manifestanti pacifici in supporto al LNA a Tripoli il 1° marzo. Si ricorda che, nonostante i manifestanti fossero poche decine, le milizie di Tripoli hanno sparato in aria per disperderli. 

Come sottolinea un account locale, mentre il generale Juha del GNA ha indicato che non sparerà un solo colpo contro le forze del LNA, le milizie al servizio di Juwaili hanno sparato a Tripoli per disperdere giovani civili che manifestavano nella zona di Hay Andalus. Si capisce come, all’interno dello schieramento del GNA, vi sia una spaccatura per quanto riguarda il rapporto con il LNA.

Un account anti LNA indica che dispiace che Sheikh Mashayek Al Barakah, nipote di Omar al Mukhtar, abbia detto che Haftar è la persona giusta per guidare lo stato.

Dal canto suo, un account vicino al LNA ha pubblicato quelli che considera gli obiettivi del comando generale. Si tratta in particolare di mettere in sicurezza la frontiera meridionale da terroristi e bande criminali facendo accordi con i paesi vicini; mettere in sicurezza le strutture petrolifere guadagnando anche la fiducia delle società straniere; combattere l’immigrazione clandestina arrivando a discutere con l’Europa e ottenere un supporto per il LNA; e infine vincere la fiducia del sud per spingere le città dell’ovest, soprattutto Tripoli, a chiedere l’intervento del LNA e porre fine alle milizie.

Chi vi sia qualcosa che bolle in pentola nel rapporto tra il LNA e la principale forza militare dell’ovest (ovvero le milizie di Misurata), era già chiaro con le dichiarazioni e le dimissioni del generale Haddad, comandante della regione centrale del GNA (che comprende anche Misurata). Secondo quanto si è appreso via social media, i leader militari di Misurata avrebbero indicato al generale Nazawra del LNA che le milizie BAM fanno (o vorrebbero fare) parte del LNA e che a breve tutta Misurata annuncerà lo stesso. 

Di sicuro, se le milizie BAM passeranno sotto l’egida del LNA, la città di Sirte si ritroverà ad essere in mano alle forze di Haftar. Si ricorda ad esempio che il 604° Battaglione di Misurata aveva già combattuto con il LNA contro le milizie SDB nel corso di un loro attacco alla zona dei terminal petroliferi e alla base di Al Jufrah l’anno scorso. Questo è legato al fatto che l’unità è composta essenzialmente da Ferjani, tribù importante in seno al LNA, e di ispirazione madkhalita, il filone islamico molto presente all’interno del LNA stesso. A questo si aggiunge anche il fatto che il Consiglio delle tribù di Misurata nelle provincie dell’est ha lodato l’operato delle forze di sicurezza di Bengasi. 

Stranamente, il Partito Giustizia e Costruzione si è detto soddisfatto dalle discussioni e dalle decisioni prese dal Presidente del Consiglio presidenziale del GNA, Fayez Serraj, e Haftar. Dal canto suo, il Consiglio di Stato ha indicato che non esiste nessun accordo al di fuori dell’accordo di Skhirat. L’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, ha dichiarato che il generale Haftar lo avrebbe informato della sua intenzione di entrare a Tripoli.  

Nel frattempo, i sostenitori di Gheddafi hanno celebrato la loro ricorrenza della rivoluzione a Sebha e Ghatt oggi, e si preparano a farlo anche a Bengasi. Alcuni leggono in questo il fatto che l’est del paese abbia aperto, anche per riuscire a prendere il sud, alle istanze dei sostenitori dell’ex regime. Ad oggi non sono ancora chiari i rapporti proprio tra l’est e i gheddafiani. 

Redazione