Libia: 7 ottobre, il giorno della verità per AbuShagur

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Il Congresso Nazionale libico ha respinto, il 4 ottobre, il governo  di transizione presentato dal primo ministro eletto Mustafa AbuShagur, sulla base del fatto che non è rappresentativo di tutte le regioni e manca di membri qualificati. Dopo un lungo dibattito, piuttosto acceso, tra i rappresentanti NC, il suo presidente Mohamed Magarief ha detto che la lista non era stata approvata dal Congresso e che Abu Shagur dovrebbe presentare una nuova domani, 7 ottobre.

Parlando alla televisione libica, Mustafa AbuShagur si è detto pronto a cambiare alcuni nominativi del suo nuovo governo che aveva escluso, effettivamente, nella formazione il più grande partito al Congresso, NFA.

«Ho chiesto al capo del congresso di ritirare la mia lista di governo di transizione e presenterò nuove nomine domenica», ha detto. «Il nuovo governo dovrebbe aiutare a costruire lo Stato. I suoi membri devono avere la giusta esperienza e devono essere coraggiosi». Nella lista dei ministri accusati di incompetenza dal Congresso vi erano molti nomi noti del governo uscente.

Ma il governo di transizione proposto da AbuShagur comprendeva anche molti nomi sconosciuti, tra cui il ministro del petrolio proposto: Mabrouk Abu Issa Harroura. Tra i nuovi volti della politica libica vi è il candidato ministro degli interni, il generale Omar al-Aswad, un agente di sicurezza con esperienza. Al-Aswad è ben noto nel apparato di sicurezza per la sua esperienza legale e la sicurezza e la lotta della corruzione privata e pubblica. Il nuovo governo deve essere nomito a breve anche perché il congresso teme nuove manifestazioni e rivolte, come quella di mercoledì scorso: manifestanti provenienti da città Zawia, 45 km a ovest di Tripoli, hanno preso d’assalto il palazzo dei congressi della capitale. I manifestanti chiedevano a AbuShagour di dimettersi e hanno chiesto di nominare rappresentanti di Zawia nel governo. Da Zawia, va ricordato, sono partite le prime proteste che hanno portato alla rivolta contro il regime di Gheddafi. Il portavoce del Congresso Nazionale, Omar Humaydan, ha detto ai giornalisti a Tripoli: «Anche se la maggior parte dei membri del Congresso non sono soddisfatti dei nomi proposti, (il Congresso) non può farsi ricattare o accettare pressioni esterne».