LIBIA. Erdogan ha aperto la caccia alle angurie, secondo account social russi

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Account social che analizzano sempre la situazione in Siria, da qualche tempo hanno cominciato a parlare di Libia e in modo particolare negli ultimi giorni stanno titolando i loro articoli così: Erdogan ha dato il via alla caccia alle angurie!

Il post ironico in realtà nasconde una sorta di ironia nera in quando i droni di Erdogan dati al GNA, UAV Bayraktar TB2, hanno colpito pollai a Tripoli e mezzi che trasportavano angurie a Bani Walid: due mezzi colpiti, un autista morto. L’ironia dunque nasce sulla scia dell’ondata di terrore che stanno vivendo le famiglie libiche per gli attacchi sui civili, e quelle siriane che si vedono strappare gli adolescenti poco più che quindicenni, per portarli a fare la carne da cannone in Libia.

Il legame Libia-Siria non è nuovo, a differenza di quanto scrivono molti, solo che un tempo era Gheddafi che finanziava gruppi terroristici in Siria; ora è Erdogan che porta gli adolescenti a fare la guerra in Libia. 

Da diversi mesi circolano informazioni tra i canali di Telegram sul reclutamento di massa di membri dei gruppi armati filo-turchi o semplicemente di gente del posto in zone controllate dalla Turchia. Queste reclute vengono inviate in Libia per partecipare alle ostilità dalla parte del cosiddetto governo degli accordi nazionali Fayez Sarraj. La Turchia, sempre secondo questi canali fornisce alla Libia: armi, attrezzature, forza lavoro. 

Gli stessi account sostengono che la Turchia ha inviato circa 17 mila combattenti siriani in Nord Africa. La situazione è una minaccia e un pericolo non solo per la Siria o la Libia, ma anche per l’intero Mediterraneo: le “colonie” pro-turche si sono trasformate in una “fucina di quadri” per il combattimento e l’addestramento ideologico dei mercenari siriani che combatteranno per gli interessi neo-ottomani di Ankara. 

Poco più di una settimana fa c’erano informazioni sulla morte di un adolescente di 14 anni in Libia –come si è scoperto in seguito, era della provincia siriana di al Hasaka ed era andato in guerra in Libia per nutrire la sua famiglia.

Il fatto che la Turchia stia reclutando persino adolescenti per la guerra in Libia non è nascosto dalle organizzazioni di “diritti umani”. Ad esempio, Rami Abdel Rahman, direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR), con sede a Londra, ha affermato che molti minori delle province siriane di Idlib e Aleppo andranno ad Afrin per essere raggruppati in gruppi alleati con la Turchia. Di solito viaggiano con il pretesto di trovare un lavoro, senza avvisare i parenti delle loro intenzioni. Secondo Rahman, almeno 150 adolescenti saranno nei campi di addestramento turchi e la maggior parte di loro sono stati reclutati nel gruppo “Sultan Murad Brigade”.

Il 15 maggio sono state riportate notizie che i corpi dei militanti dell’esercito nazionale siriano morti in Libia sono stati consegnati al checkpoint di Hawar Kilis (45 km a nord di Aleppo). In tutto 21 membri morti dei gruppi Liva Samarkand, Liva Sukur al-Shimal, Brigata Sultan Murad, Liva Sultan Suleiman Shah.

Secondo alcuni rapporti, vi sarebbero fino a 10.000 persone trasferite da Idlib e dalla zona dell’operazione “Fonte della pace” in Libia. Più di 300 persone sono tornate in Siria con “cargo-200”. 

Graziella Giangiulio