Libia. L’onda lunga egiziana

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LIBIA – Tripoli 28/7/13. Le manifestazioni pro-Morsi in Egitto entrano nella loro quarta settimana e l’impatto degli eventi egiziani sulla politica libica diventa sempre più chiara con diversi gruppi che prendono le parti e divisioni emergenti, ci avverte il Libya Herald.

La destituzione del presidente egiziano Mohammed Morsi ha reso gli islamisti sconcertati sul processo democratico, sconvolgendo il fragile “Islam politico”, con il risultato che quelli che una volta erano cautamente disposti ad adottare la democrazia ora mettono in discussione il suo valore. Il colpo di stato in Egitto, afferma il quotidiano libico, ha dato una nuova spinta al sentimento contrario alla Fratellanza musulmana nella regione e alla sua capacità di influenzare lo scenario politico esistente in Libia. Il Partito giustizia e sviluppo, affiliato alla Fratellanza Musulmana, sta vivendo un momento difficile per le accuse stante il suo legame con la Fratellanza. Gli eventi in Egitto hanno dato luogo a nuovi allarmi per la fine del sistema politico esistente in Libia e per la sua sostituzione con un governo di crisi. Ci sono stati diverse richieste in tal senso da coloro che sostengono la fine del Congresso Nazionale, dominato dagli islamisti. Molti in Libia sostenevano Morsi perché era stato eletto Presidente e pensano che meritasse rispetto perché tale: primo eletto democraticamente., si tratta degli stessi che sono scesi in piazza per sostenere il governo del primo ministro Ali Zeidan pochi mesi fa. Tuttavia, non tutti sono d’accordo con questa visione: Toumi, membro del liberale Fronte nazionale, ritiene che i recenti avvenimenti in Egitto siano questioni interne e che la decisione del popolo dovrebbe essere rispettata. «Con milioni di persone per la strada, non è possibile etichettarlo come un colpo di stato» ha detto Toumi «È dimostrato che i Fratelli Musulmani non sono adatti a guidare un paese. Hanno avuto la presidenza per un anno. Ma hanno fallito e ora la gente li ha cacciati». Pensa che questo dato influenzerà profondamente la Fratellanza musulmana libica, già non percepiti attendibili dal pubblico. Salim Betmal, capo dell’ala politica della Fratellanza, il partito Giustizia e sviluppo, pensa che gli eventi in Egitto evidenzino una doppia morale sulla democrazia. «Nonostante le decisioni sbagliate del presidente Morsi, non si tratta così un leader democraticamente eletto. Si crea un precedente molto pericoloso nella regione sulla percezione della democrazia in Libia». Betmal pensa che “il colpo di stato egiziano” interesserà tutta la regione, ma che le possibilità che lo stesso scenario si possa ripetere in Libia sono inesistenti. L’effetto diretto è la risposta uniforme della maggior parte dei fondamentalisti islamici che mettono in discussione il loro approccio verso le urne. Gli islamisti ora sempre più parlano di doppio standard e di democrazia selettiva, come in Algeria, Palestina e ora in Egitto. Molti gruppi si sono, quindi, messi in allarme.