Relazioni libico-egiziane in un tunnel

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EGITTO – Il Cairo 05/11/2013. I rapporti tra l’Egitto e la Libia sono entrati in un tunnel, dal momento che sono aumentate le controversie relative alla sicurezza e quelle anti terroristiche.

Le tensioni sono cresciute dopo che il Cairo ha accettato di ospitare alcuni membri del regime precedente accusate di complottare per indebolire lo Stato libico e distruggere la rivoluzione del 17 febbraio. Secondo il quotidiano al-Akhbar, la Libia avrebbe presentato un nuovo documento per la riconciliazione tra i due stati. L’accordo prevede una difesa congiunta e un piano di sicurezza delle frontiere, oltre ad un impegno da parte dei due paesi di condividere le informazioni attraverso i ministeri della Difesa. Nel corso dei negoziati, Tripoli ha incoraggiato il ritorno di tutti i lavoratori egiziani fuggiti durante la rivoluzione, nel caso in cui l’Egitto accettasse le richieste libiche. Il governo Zeidan si è impegnato a rifornire l’Egitto di petrolio, in base ad un accordo firmato con il deposto presidente Mohamed Morsi. Tuttavia, i due paesi non hanno raggiunto un accordo sui visti e hanno deciso di rinviare questo passaggio fino a quando la situazione non si stabilizzerà e il flusso di viaggiatori attraverso le frontiere sarà sotto controllo. Il giornale ribadisce che il governo egiziano, il cui consolato in Libia è stato preso di mira da un’esplosione tre mesi fa, insiste ancora sulla necessità di proteggere le missioni diplomatiche egiziane e gli egiziani presenti nel paese. Fonti diplomatiche cairote hanno detto, riporta  al-Akhbar, che la questione delle esportazioni di petrolio libico al Cairo è attualmente sospesa, nonostante l’accordo con il governo di Hisham Qandil, che prevedeva l’acquisto di 30mila barili al giorno di greggio libico per un anno. I libici percepirebbero il rapporto con l’Egitto come un asset strategico a lungo termine, stesso non è per l’Egitto. L’ambasciatore libico al Cairo, Mohammed Jibril, riferisce al-Akhbar, ha affermato che i legami tra l’Egitto e la Libia non si possono ignorare, si deve tener conto di ciò che la geografia ha determinato, ha poi spiegato. Jibril ha affermato che esiste una cooperazione di sicurezza tra i due paesi per proteggere i confini, e che i due paesi ad oggi comunicano quotidianamente per collaborare a vari livelli. I controlli alle frontiere sono principalmente una richiesta egiziana, ma l’ambasciatore libico ha spiegato che la questione è di primaria importanza anche per la Libia. Jibril ha poi rivelato che il suo governo ha informazioni che «confermano la presenza di elementi coinvolti in attività violente in Libia che si muovono tra Egitto, Uganda ed Emirati Arabi Uniti. Credono di poter riprendere il controllo del paese con i loro soldi e sono convinti che le rivoluzioni nel mondo arabo si fermeranno».