Libia, nuovo hub jihadista?

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ITALIA – Roma 13/10/2014. In tutta la Libia si stanno muovendo diversi gruppi con agende e “ideologie” diverse. 

Ma i movimenti più interessanti da guardare sono quelli che cercano di stabilire l’ortodossia islamica in tutta la Libia. Nelle ultime settimane, gruppi jihadisti hanno stabilito le loro roccaforti nella regione orientale: i loro spostamenti e insediamenti possono farci comprendere cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi e anni. La città di Derna può essere considerata la Raqqa libica: i militanti Isis hanno il controllo della città e attuano le strategie sociali standard dello Stato islamico. Alla fine di settembre, il gruppo jihadista “Majlis Shura Shabab Al-Islam fi Dernah” (Consiglio islamico della gioventù di Derna) ha giurato fedeltà allo Stato islamico, trasformando la città in una roccaforte di Abu Bakr al-Baghdadi. Dopo il giuramento, il gruppo jihadista ha sfilato per le strade di Derna. A Derna, sono rimasti fuori dai giochi altri gruppi militanti islamici come la Brigata dei Martiri di Abu Salim, mentre altri come Ansar al-Sharia, non così influente a Derna è rimasta neutrale.

Il “Majlis Shura Shabab Al-Islam fi Dernah” avrebbe addirittura creato la polizia islamica con veicoli identici a quelli delle forze dell’ordine dello Stato islamico in Siria e Iraq (foto d’apertura). Appare molto probabile che il “Majlis Shura Shabab Al-Islam fi Dernah” che il gruppo intenda creare una roccaforte dello Stato islamico in Libia con l’intenzione di espandersi in Africa del Nord,«centimetro per centimetro» riportano una serie di tweet.  Altra città da tenere d’occhio è Bengasi, oggi sotto il controllo degli islamisti. Ansar Al-Sharia e i suoi alleati hanno formato una nuova “struttura”: il Consiglio rivoluzionario di Bengasi. Composta da 4-5 gruppi, questa struttura sta contrastando l’offensiva del generale Khalifa Hiftar che partita per “sradicare” gli islamisti da Bengasi ha finito solo con il loro rafforzamento. 

Il Consiglio rivoluzionario di Bengasi è costituito da islamisti che hanno diversi punti di vista e “credo ideologici”, ma questa creazione è riuscito a unire diverse realtà sotto i medesimi obiettivi. Il Consiglio ha emesso una dichiarazione affermando che il suo obiettivo è quello di stabilire la Sharia nel paese partendo da Bengasi; questa dichiarazione di intenti è stata anche firmata da Rafallah Sahati, gruppo conosciuto per i suoi sforzi democratici: il nome più importante di Rafallah Sahati nel Consiglio è Jalal Makhzoum. 

Jalal Makhzoum è il leader della Brigata Saraya Al-Farouk; su di lui non si sa molto su Makhzoum, ma degne di nota sono le sue recenti apparizioni insieme al leader di Ansar Al-Sharia, Wisam Ben Hamid. Il Consiglio rivoluzionario di Bengasi ha espulso Khalifa Hiftar da tutte le principali basi all’interno di Bengasi, a fine luglio, tranne che dall’interno Aeroporto Baninah. Gli islamisti controllano liberamente Bengasi e dopo aver liberato Baninah hanno promesso di ripristinare la sicurezza di Bengasi, come detto dal suo leader Muhammad Al-Zahawi, in un video: «Dopo questa vittoria Bengasi sarà priva delle preoccupazioni e della disperazione attuali». A differenza del Majlis Shura Shabab Al-Islam fi Dernah, il Consiglio rivoluzionario intende scacciare Hiftar dalla città e poi pensare alla governance di Bengasi. 

La questione ora resta una sola: che farà il Consiglio dopo la cacciata di Hiftar? Se cercherà di espandere l’area sotto il suo controllo andando ad attaccare le città da cui partono gli attacchi di Hiftar, Al-Marj e Beida, si scontrerà con le tribù che le controllano, creando una situazione molto simile a quella di Iraq e Yemen; al contrario se le tribù saranno con loro. Al momento, nonostante gli sviluppi di Bengasi, ci potrebbero essere tutte le promesse per fare della Libia il nuovo hub del jihadismo.