LIBIA. Daesh ritorna nel Jebel Nafusa

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Lo Stato Islamico starebbe minacciando l’area del Jebel Nafusa che va dalla municipalità di Al Rajban fino a Zintan; il gruppo terroristico sarebbe andato oltre: secondo i social media locali, Daesh ha annunciato la propria presenza nel Jebel Nafusa distribuendo volantini, minacciando di assassinio i leader delle forze armate e di polizia locale. Daesh riafferma quindi la propria presenza nuovamente nell’area ovest dopo aver attaccato nella zona sud del paese. 

Questa volta però si tratta di aree sotto il controllo del GNA, o quanto meno il cui controllo è variabile. In particolare la città di Zintan è divisa tra un Consiglio municipale ancora legato al LNA e al Parlamento di Tobruk e un Consiglio militare guidato da Osama Juwaili ormai affiliato al GNA. La dichiarata presenza di Daesh nel Jebel Nafusa sottolinea però come le forze di sicurezza del GNA non siano state capaci di contrastare il rafforzamento di Daesh nell’area che proprio nella parte sud del Jebel Nafusa aveva trovato riparo due anni fa dopo la cacciata da Sirte. 

Il LNA starebbe aggirando Sirte da sud verso ovest in direzione di Bani Walid, senza attaccare Misurata, militarmente avversario troppo duro; politicamente una simile azione di aggiramento potrebbe avere dei risultati interessanti sia a Misurata che a Tripoli. 

L’avanzata rischia di far deflagrare anche Misurata, dove sia il Consiglio Militare che il Consiglio Municipale sono tutt’altro che granitici nell’affrontare la questione del rapporto con il LNA, con chi è contrario, chi favorevole e chi ancora neutrale.

Dal canto suo, l’ex generale libico Al Tawil ha dichiarato che l’establishment militare non sarà unificato finché non vi sarà unificazione della leadership politica.

Il Movimento Rabbia del Fezzan, che opera nel sud del paese, è riuscito a fare quello in cui i funzionari “governativi” nel sud hanno sempre fallito, ovvero far sentire la voce del popolo del sud. 

Secondo le Nazioni Unite, infine, 800mila persone, di cui 240mila bambini, necessitano assistenza per deterioramento della qualità dell’acqua e del sistema sanitario. 

Redazione