LIBIA. Cento droni turchi per il GNA

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Nella sfera social libica si è continuato a parlare sempre della presenza turca e del supporto di Ankara alle milizie. Secondo account locali il GNA avrebbe comprato per le milizie 100 droni dalla Turchia, di cui una parte sarebbe arrivata alcuni giorni fa. Al tempo stesso, tramite altri account locali, viene indicato che tutte le posizioni, veicoli e sale operative delle forze turche in Libia saranno bombardate dal LNA, come è avvenuto anche recentemente, il 5 ottobre, a Misurata.

Avanza nella sfera social la convinzione che gli Usa finiranno per appoggiare l’LNA di Haftar: fonti locali che riprendono dichiarazioni diplomatiche Usa, negli Stati Uniti si rafforzerebbe la concezione che il LNA ha un progetto reale per il futuro del paese, a differenza del GNA e delle sue milizie. Dal canto suo, il ministro degli Affari esteri del governo ad interim Al Huwaij si è incontrato con il premier Al Thani per riportargli i risultati della sua tournée europea al Parlamento europeo e a Barcellona. Molti hanno apprezzato il lavoro di Al Huwaij, in ambito internazionale e regionale, per far riconoscere il governo ad interim come il legittimo governo libico come espressione esecutiva del ramo legislativo riscontrato nel Parlamento di Tobruk.

Si è tornati anche a parlare anche della presenza o meno di mercenari della Private Military Company russa Wagner in Libia al fianco delle forze del LNA. In effetti non vi è stata nessuna conferma da parte russa sull’uccisione di 35 mercenari russi a Tripoli, annunciata dal GNA la scorsa settimana. 

Restando a parlare di Russia e Libia, la Società petrolifera russa Tatneft ha indicato che si prepara a riprendere esplorazione petrolifera in Libia.  

La missione delle Nazioni Unite è tornata ad indicare che il petrolio e le risorse naturali libiche appartengono al popolo e non dovrebbero essere usate come strumento della guerra. Per tale motivo, la missione ha ricordato la necessità dell’unicità nella gestione del petrolio sotto l’ombrello della NOC. Quello che la Missione invece non rammenta è che la grande maggioranza dei pozzi petroliferi sono sotto controllo del LNA che non ha mai intralciato i lavori della NOC, a differenza delle milizie, ma che i proventi del petrolio finiscono spesso nelle mani delle milizie estremiste islamiche e jihadiste dopo essere arrivate alla banca centrale di Tripoli e distribuiti dal GNA.

Dal canto suo, l’Ambasciata britannica ha indicato che la NOC di Tripoli è l’unica responsabile per gestione di risorse petrolifere in Libia. 

Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla riduzione del budget per diverse parti dell’amministrazione del GNA, tra cui anche la NOC, il Consiglio presidenziale ha deciso di spendere un miliardo e mezzo di dinari a favore della NOC stessa. La decisione è molto probabilmente dettata per evitare lo sciopero dei lavoratori della società. 

Redazione