Il boicottaggio berbero

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LIBIA- Tripoli 13/11/2013. La minoranza berbera della Libia boicotterà i lavori della commissione chiamata a redigere la nuova costituzione nazionale, si tratta di una decisione che complica i tentativi di chiudere le proteste che coinvolgono la produzione di petrolio e gas.

Secondo il quotidiano al Akhbar, I membri berberi o amazigh, minoranza che ha interrotto le esportazioni di gas verso l’Italia bloccando così una parte delle esportazioni di petrolio libico, hanno occupato il porto di Mellitah nella Libia occidentale per chiedere maggiori diritti per il loro popolo. Dalla caduta di Muammar Gheddafi, gli amazigh hanno chiesto che la loro lingua sia garantita nella nuova Costituzione, ad esempio. La chiusura del complesso di Mellitah, operato da Eni e Noc, ha complicato i tentativi del governo di rialzare la produzione di petrolio, già ridotta da una serie di proteste nei porti orientali della Libia. I tentativi del governo di porre fine alla protesta a Mellitah sembrano in stallo dopo che l’Alto Consiglio Amazigh, che rappresenta i loro interessi, ha deciso di boicottare le elezioni per il comitato nazionale dei 60 membri che dovranno redigere la nuova costituzione. Tra più di 660 candidati iscritti, tra i quali circa 60 donne, non era presente nessun candidato amazigh nonostante i tentativi del governo di negoziarne la presenza come era stato fatto per altre minoranze. Gli Amazigh avrebbero dovuto ottenere due seggi , mentre sei sono riservati alle donne. Il comitato sarà suddiviso equamente tra le tre regioni della Libia, Tripolitania a ovest, Cirenaica a est e Fezzan a sud ricalcando quanto fatto per la  Libia pre- Gheddafi, quando il paese ottenne l’indipendenza nel 1951.