Telecamere di sicurezza a Bengasi

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LIBIA – Tripoli 28/11/2013. La sicurezza di Bengasi è al centro dell’attività di governo. Si sta lavorando per aumentare la sicurezza a Bengasi e la città non viene trascurata dal governo, ha detto ieri il primo ministro Ali Zeidan.

Il ministero degli Interni ha dato il via all’installazione di telecamere di sicurezza in città, ha detto Zeidan, aggiungendo che questo dettaglio era solo una componente del lavoro pianificato per rendere la città più sicura. Zeidan ha aggiunto che la popolazione locale non può notare l’installazione delle telecamere poiché le loro posizioni saranno segrete. Due settimane fa, il Consiglio locale di Bengasi ha annunciato di aver stanziato 2 milioni di dinari libici per sei nuovi posti di blocco intorno alla città, stando all’agenzia di stampa Lana, dotati di telecamere a circuito chiuso e apparecchiature per il rilevamento di esplosivi. Rispondendo alle accuse di assenza del governo in città, riporta il Libya Herald, Zeidan ha sottolineato che a Bengasi erano presenti i vertici dell’esercito, della polizia e delle forze speciali Saiqa. Ha poi sottolineato che tutti questi netti hanno preso ordini  dal governo; senza l’appoggio dei ministeri dell’Interno, della Difesa, della Giustizia e delle Finanze «queste unità di sicurezza non sono in grado di muoversi». Zeidan ha inoltre sottolineato che i membri del governo, tra cui il Vice Ministro dell’Interno Bahloul Al- Sayed, era andato subito a Bengasi per seguire da vicino la situazione; inoltre il vice Ministro della Sanità Hussain Rujbani è andato in città, precisamente ad Ajdabiya, nell’ospedale dove venivano curati i feriti di Ansar Al-Sharia; Zeidan ha detto che il compito di Rujbani era monitorare e sorvegliare il loro trattamento. Ma il 28 novembre gli scontri sono ripresi: tre soldati sono stati uccisi e tre feriti in nuovi scontri sempre a Bengasi. «Tre soldati sono stati uccisi e tre feriti sono stati ricoverati in ospedale», ha detto Fadia al- Barghathi portavoce dell’ospedale Al-Jala alla Tv Al Naaba. I combattimenti sono scoppiati quando i membri di un gruppo armato non identificato hanno tentato di entrare in città da est.