LIBIA. Bengasi liberata? Sì, ma…

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Molti account locali hanno discusso della situazione del terrorismo in Libia, in riferimento alla liberazione di Bengasi. Secondo questi account, la Libia è stata per anni ed è ancora oggi un obiettivo di Al Qaeda, che vuole farne emirato musulmano. Questo sarebbe dovuto a causa del petrolio libico, e della sua posizione geografica, poiché confina con diversi stati africani e con diversi altri via mare.

Sono state molte le città che hanno festeggiato la liberazione di Bengasi, tra le prime la città di Sebha dove i festeggiamenti si sono svolti in strada con anche dei fuochi d’artificio. Altre città, oltre ai festeggiamenti, hanno emesso comunicati e dichiarazioni per congratularsi con il LNA. La Sala operativa di Ajdabiya si è congratulata con il comandante in capo del LNA per la liberazione di Bengasi. È stata emessa una dichiarazione del consiglio municipale di Awjilah per la liberazione di Bengasi da parte del LNA.

La situazione però non era del tutto pacificata nella città di Bengasi e molto lavoro sicuramente rimarrà da fare per metterla del tutto in sicurezza. In effetti, il Genio militare del LNA ha messo in guardia la popolazione di Al Sabri di non tornare nelle proprie case prima che queste siano sminate e bonificate. Ad ogni modo, l’operazione di liberazione di Bengasi si è detta conclusa quando l’emiro di Daesh è salito sul tetto del suo veicolo con il proprio figlio e con altri militanti è stato crivellato di colpi.

Al fine di mettere definitivamente la città in sicurezza, alla Forza investigativa del LNA è stato assegnato l’incarico di controllare i negozi, le società, i punti vitali, le proprietà pubbliche e private nella zona di Al Sabri. Secondo alcuni un poco a sorpresa, la Missione delle Nazioni Unite in Libia si è congratulata anch’essa della liberazione di Bengasi e spera che sia un passo verso stabilità, pace e riconciliazione in Libia, dove non vi sia posto per il terrorismo. 

Al coro si è unita anche la dichiarazione del GNA e di Serraj su Bengasi. Come sottolineano diversi account locali, nella dichiarazione del GNA vi sono espresse le congratulazioni per il popolo di Bengasi che si è liberato. Non viene fatta menzione, però, né della guerra fatta dal LNA e delle vite dei soldati morti, né soprattutto del fatto che a Bengasi si stesse scrivendo una pagina importante della lotta contro il terrorismo di Daesh e di Al Qaeda, forse per la prima ed unica volta spalla a spalla nella lotta.

Secondo un account locale, adesso Serraj sembra essere diventato un fan della liberazione di Bengasi dal terrorismo. Ad ogni modo, bisogna che dire che nelle fonti tradizionali di stampa fino ad ora non si era parlato di Bengasi come guerra al terrorismo, ma solo di Haftar che colpiva i civili. Pur comprendendo la necessità del GNA di non dare importanza alle azioni del LNA, per motivazioni politiche, addirittura negare l’esistenza dei terroristi Daesh a Bengasi è un dato  eccessivo a livello politico e mediatico.

Redazione

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