L’ombra di Gheddafi ora lavora per Riad

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ARABIA SAUDITA – Riad 28/10/2013. Fino a due mesi fa, l’Arabia Saudita aveva considerato Moussa Koussa, il vertice dell’intelligence libica sotto Muammar Gheddafi, una grave minaccia per la sua sicurezza.

Ma, riporta il quotidiano libanese al Akhbar il 25 ottobre, sembra che Bandar bin Sultan, capo dei servizi sauditi abbia ripulito la figura di Koussa e lo abbia reclutato per la sua squadra. Koussa, ex capo dell’intelligence libica, non è improvvisamente più lo stesso uomo pericoloso, accusato di aver pianificato attacchi terroristici contro l’Arabia Saudita sotto Gheddafi. Grazie al ritorno di Bandar bin Sultan, il fascicolo anti-saudita di Koussa è stato chiuso. Ora Moussa Koussa è stato classificato come “amico”, mentre Bandar lo ha arruolato viste le sue competenze nelle operazioni di sicurezza in molte parti del mondo, soprattutto in Siria. I rapporti indicano che nel corso degli ultimi due mesi Riad abbia sottoposto Koussa alle tradizionali procedure che l’Arabia usa per ristabilire i rapporti con alcune figure; di conseguenza, Koussa è stato invitato dall’intelligence saudita per seguire l’Umra alla Mecca, e poi l’ hajj, come ospite della corte reale. Durante le due visite, Koussa ha tenuto lunghe riunioni con Bandar, concentrandosi su come ripristinare la fiducia. Per decenni l’Arabia Saudita ha accusato Koussa di essere coinvolto in almeno due casi importanti, tra cui il tentativo di assassinare il re Abdullah per ordine diretto di Gheddafi, dopo uno scontro tra il colonnello e il re durante il vertice della Lega Araba del 2003 a Sharm al-Sheikh. Anche se Koussa era stato promosso da capo dei servizi segreti a ministro degli Esteri della Libia, i sauditi lo ritenevano ancora la vera autorità dei servizi segreti di Gheddafi, ritenendo la sua promozione una manovra per dargli una copertura diplomatica. Qual è la natura delle nuove assegnazioni saudite dettate a Koussa, che tipo di incarico giustificherebbe il mettere in secondo piano  le sue riserve sull’uomo forte libico? Si chiede il quotidiano.

Koussa dopo la sua defezione ha fatto la spola tra Doha e Londra ed è stato il governo britannico che ha tolto il nome di Koussa dalla lista internazionale dei ricercati del regime di Gheddafi. Lo stesso Koussa, poi, ha creato stretti legami con l’ex primo ministro del Qatar, Hamad bin Jassim. Poi, dopo che il Qatar è passato nelle retrovie della guerra siriana per rovesciare il presidente Bashar al-Assad, Riad, su iniziativa di Bandar, ha aperto un nuovo capitolo con Koussa, in cambio dei suoi servizi su diverse questioni considerate di vitale importanza per l’Arabia Saudita. Si ipotizza che Riad, in un’epoca di crisi senza precedenti nelle relazioni internazionali, in particolare con gli Stati Uniti e la Russia, voglia ripristinare il ruolo di Koussa come “mediatore ombra internazionale”  per conto dei sauditi. Ruolo per cui Koussa, secondo Bandar, è ben qualificato per questo tipo di incarico: Koussa ha progettato più di una volta soluzioni per i problemi di Gheddafi con l’Occidente, concludendo accordi politici per conto del dittatore libico, trovando un terreno comune di sicurezza e di intelligence con quelli che Gheddafi riteneva i suoi nemici. Ed è proprio questo il ruolo che il capo dell’intelligence saudita intende assegnare all’ex vertice dell’intelligence di Gheddafi.