Confusione sull’arresto di Abu Iyadh

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LIBIA – Tripoli 31/12/2013. C’è ancora confusione sull’arresto del leader si Ansar al-Sharia, Abu Iyadh.

L’ambasciata statunitense il giorno dell’arresto (30 dicembre) ha smentitilo ufficialmente che siano state coinvolte le forze speciali o l’intelligence Usa. Nel sito dell’ambasciata statunitense di Tripoli si legge questo comunicato: «L’ambasciata degli Stati Uniti ha preso atto resoconti dei media sulle operazioni che coinvolgono leader di Ansar al- Sharia Abou Iyadh oggi in Libia. Contrariamente a quanto riportato, le forze americane non sono state coinvolte in operazioni che hanno visto coinvolto il leader di Ansar al- Sharia Abu Iyadh. Ulteriori domande in merito dovranno essere poste alle autorità libiche».

Certo è che Saifallah Benhassine, noto anche come Abu Iyadh (nelle foto), a capo del ramo tunisino del gruppo militante islamico, è stato arrestato. Il Libya Herald cita fonti della sicurezza tunisine secondo cui, nell’operazione di Misurata, assieme a Benhassine, sarebbero state arrestate altre persone che erano con lui.

Benhassine, arabo afgano cioè ex mujaheddin dell’Afghanistan, aveva dichiarato pubblicamente il sostegno del suo gruppo ad Al – Qaeda; è stato accusato dalle autorità tunisine di aver incitato l’attacco del settembre 2012 contro l’ambasciata degli Stati Uniti a Tunisi, in cui rimasero uccise quattro persone. c’erano già stati altri tentativi di arrestarlo prima a casa sua e poi in una moschea di Tunisi tutti falliti; durante quest’ultimo una folla di suoi sostenitori hanno bloccato la polizia dandogli la possibilità di allontanarsi. Benhassine è ricercato non solo per il suo presunto coinvolgimento nell’attentato all’ambasciata americana, ma anche per contrabbando di armi dalla Libia in Tunisia.

Non è ancora chiaro come sia arrivato a Misurata né come sia stato scoperto. 

Al Watan, riporta invece le parole del l’avvocato di Benhassine, Rafiq Abu Ayaz secondo cui era già pronta una richiesta di scarcerazione sul tavolo delle autorità tunisine. Per Ayaz, l’arresto sarebbe avvenuto nel quadro della cooperazione internazionale tra Tunisia, Libia e Stati Uniti.