LIBIA. Anche l’Egitto scende in campo per la pace

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La comunità internazionale si è mobilitata per la Libia, cercando di cogliere spiragli nei giorni di tregua che termineranno oggi. L’ultimo in ordine di tempo a scendere in campo è stato il ministro degli Affari esteri egiziano, Sameh Shoukry, che ha chiamato la Missione ONU in Libia a cooperare con i rappresentanti eletti del popolo libico, ovvero il Parlamento di Tobruk, per uscire dalla crisi. Di fondo, la dichiarazione rientra nello sforzo politico profuso dal Cairo già nei mesi scorsi quando ha organizzato la riunione degli eletti libici, invitando parlamentari di Tobruk, di Tripoli e membri del Consiglio di Stato. All’incontro non parteciparono gli ultimi due.

Shoukry è andato oltre, indicando che è necessario iniziare un processo omnicomprensivo in Libia che abbia in cima ai problemi una giusta distribuzione delle risorse, trasparenza nella spesa, unificazione delle istituzioni, scioglimento delle milizie e raccolta delle armi.

Infine, secondo il ministro degli Affari esteri egiziano, tutte le parti in Libia devono distanziarsi dal terrorismo e da gruppi criminali, in particolare quelli colpiti da sanzioni del Consiglio di Sicurezza. Il riferimento è ovviamente al Consiglio presidenziale che ha tra le proprie fila delle milizie che sono riconducibili direttamente al terrorismo, all’estremismo islamico e a gruppi criminali.

Purtroppo le varie richieste di incontri e dialogo non hanno sortito l’effetto desiderato: inizialmente sembrava che i festeggiamenti dell’Eid al Adha avessero spento spento un po’ la verve della politica interna libica visto che non vi sono stati grandi eventi o dichiarazioni. Poi le cose sono andate diversamente. Le milizie hanno attaccato nella zona dell’aeroporto internazionale a sud di Tripoli e il LNA ha riposto bombardando più volte le milizie su tutto il settore centrale. Nessun politico, da entrambi i lati, ha denunciato l’infrazione della tregua per le festività. Ad ogni modo, di questo nessuno si può dire sorpreso poiché le milizie del GNA avevano indicato di rigettare la tregua continuando in minima intensità gli scontri, che sono esplosi a partire dal 13 agosto.

Giorno in cui il generale Khalifa Haftar si è incontrato con i capi di stato maggiore e principali comandanti del LNA ed è stato annunciato poi un discorso, che a chiusura articolo non è ancora stato pubblicato.

Redazione