Libia: depositi d’armi non protetti

69

LIBIA – Hon 21/12/2013. Il comandante della “Libya Shield” della città di Hon, nel Fezzan, Ayed Rehel ha detto che i depositi di armi nel deserto nei pressi di Jufra si trovano in balia di Al – Qaeda.

Ha aggiunto, riporta il Libya Herald,  che le sue forze sono già impegnate a combattere il traffico di droga, il contrabbando e l’immigrazione illegale e non ce la fanno a proteggere anche i depositi. È un problema di overstretching. Ayed Rehel ha detto che ha solo tre fuoristrada per pattugliare una regione che contiene circa 120 depositi di armi: si tratta di arsenali presumibilmente sotto il controllo della polizia militare di Jufra ma si tratta di zone scarsamente protette e soggette a raid. Ha poi detto che i soldati a protezione di questi arsenali «sono vecchi, privi di energia e risorse». Rehel ha poi aggiunto che gli arsenali sono difficili da proteggere perché hanno  «molti punti di accesso». Il comandante, la cui forza ammonta a 140 uomini nella regione di Jufra, ha detto che i suoi uomini non hanno ancora affrontato gruppi islamisti infiltrati attraverso il deserto ma che può confermare che i libici vendano armi, prese da questi arsenali, ai gruppi affiliati ad Al -Qaeda che si muovono tra Niger, Libia e Mali. Si tratta, ha detto, di vecchi Kalashnikov. Altri 20 punti nella zona contengono armi chimiche e materie prime per la loro produzione; questi depositi sono sicuri e stanno per essere distrutti dalle Nazioni Unite con la collaborazione di Libya Shield. Compito principale della sua unità è perseguire i clandestini e i trafficanti di droga che attraversano le frontiere con Egitto, Mali e Niger. Nel 2012, Rehel ha detto di aver arrestato 270 uomini per lo più lavoratori agricoli provenienti dall’Africa sub-sahariana che cercavano di arrivare in Europa; l’arresto è durato circa 24 ore, durante le quali i detenuti hanno ricevuto un trattamento sanitario, prima di essere condotti altrove. «Alcuni libici portano gli immigrati clandestini dal confine di Jufra per circa 400 Ld, con taxi e grandi furgoni li portano da Sebha, a nord, verso Tripoli per 850 Ld a persona». Il comandante Rehel ha aggiunto che il suo gruppo è esiguo per essere veramente efficace: solo personale competente e in numero maggiore potrebbe affrontare questa sfida; dicendo poi che  la sua organizzazione è più che pronta a cedere il potere all’esercito e alla polizia per poi lavorare con le forze di sicurezza, «allora i nostri giovani potranno tornare ai loro studi e al loro lavoro» ha aggiunto.

CONDIVIDI
Articolo precedenteShindand tricolore
Articolo successivoSiria. Psyops on air