LIBIA. A Tripoli si respira aria di scontro

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In Libia, nei giorni scorsi, è stata emessa un’altra dichiarazione della NOC secondo la quale la produzione di greggio in Libia è oltre gli 800mila barili al giorno, ma conterebbe 160mila barili in più se non ci fosse la disputa con la società tedesca Wintershall. Secondo la NOC, la società Wintershall ha cercato di interferire nella politica interna libica. La crisi è nata dalla disputa tra NOC e GNA su chi controlla il petrolio, dopo che il GNA aveva adottato una decisione che cercava di esautorare la NOC dalla gestione della politica di produzione e incasso dei proventi del petrolio. La società tedesca si era fatta confermare alcune concessioni dal GNA, ma di fatto fermava la produzione quando la NOC aveva deciso che le concessioni dovevano essere riviste.

A Tripoli, invece, si respira sempre di più aria di scontro. Il Governo di salvezza nazionale ha affermato che è pronto a governare la capitale appena sarà finita l’operazione Libya Dawn 2, detta anche operazione Fierezza della Libia, di Salah al Badi per evacuare le milizie da Tripoli.

La dichiarazione è stata emessa nei giorni scorsi alla fine dell’incontro al quale hanno partecipato il premier del governo di salvezza nazionale, Khalifa Ghwell, e il presidente del GNC e comandante dell’esercito libico a lui affiliato, Nouri Abushamain. Ghwell ha indicato che è pronto a dirigere Tripoli e le zone sotto il suo controllo, non appena sarà finita l’operazione della Guardia nazionale per la liberazione di Tripoli. La Guardia nazionale è stata istituita ed è comandata da Salaf al Badi; l’operazione è stata lanciata sulla base della risoluzione 27 del 2013 che intimava l’evacuazione di tutte le milizie armate da Tripoli in favore delle forze della guardia Nazionale. Dal canto suo, il Consiglio presidenziale ha dichiarato che perseguirà chiunque cercherà di destabilizzare la capitale a seguito delle dichiarazioni del governo di salvezza nazionale. Certo è che per ora non è stato dato nessun ordine per l’operazione “Fierezza della Libia”.

A proposito di Zintan, il Consiglio militare della città si rifiuta di rispondere al Procuratore della Corte penale internazionale riguardo all’ubicazione di Saif al Islam. Il figlio del deposto Rais è stato catturato e imprigionato dalle milizie di Zintan e recentemente sarebbe stato oggetto di un tentativo di assassinio. Ciononostante, il Consiglio militare ha deciso di mantenere la sua presenza ancora nascosta. Si tratta effettivamente di una moneta di scambio, ma anche di scandalo, per la città. Sembra che ormai solo in pochi abbiano intenzione di continuare a supportare il GNA a Misurata, in particolare la parte più estremista della politica misuratina.

L’obiettivo sembra essere dichiaratamente quello di cacciare il GNA e il suo Consiglio presidenziale da Tripoli e far tornare le milizie a loro affiliate sotto il controllo dell’ex GNC, così come era prima dell’arrivo del governo Serraj. In effetti, Marwan al Darqash, membro dei Fratelli Musulmani di Misurata, ha dichiarato ieri notte in televisione che se i rivoluzionari (le Milizie Rivoluzionarie di Tripoli – TRB le cui figure di spicco sono Tagouri, Gneiwa e Kara) accettano Haftar come comandante in capo faranno la fine dei rivoluzionari francesi, i cui ideali di rivoluzione dovettero soccombere alla tirannia di Napoleone Bonaparte. Un altro parlamentare di Misurata ha dichiarato che Serraj ormai esegue gli ordini di Haftar e protegge le forze di Ben Nayl che attaccano la 3rd Force nel sud del paese. Infine, un avvocato di Misurata ha affermato che le dichiarazioni del Ministro degli Affari esteri del GNA Siyala rischiano di portare alla guerra civile.

Redazione

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