LIBANO. Ripartono le proteste di piazza e gli scontri tra fazioni

49

Centinaia di manifestanti libanesi si sono riuniti il 6 giugno nel centro di Beirut, nella speranza di riavviare le proteste anti-governative iniziate alla fine dell’anno scorso in un periodo di crisi economica e finanziaria senza precedenti. Gruppi sparsi di manifestanti sono arrivati nel centro della capitale libanese, solo alcuni di loro indossavano maschere e scudi facciali per proteggersi dalla diffusione del coronavirus, per fare pressione sul governo, ma le tensioni e le divisioni tra i manifestanti erano evidenti.

I libanesi si sono sollevati contro i loro leader nelle proteste di massa il 17 ottobre 2019, nel mezzo di una crisi economica, accusandoli di decenni di corruzione e cattiva gestione. Le proteste, che hanno ulteriormente aggravato il crollo, alla fine hanno perso un po’ di slancio e sono state poi sospese dopo lo scoppio della pandemia. La crisi economica senza precedenti, le proteste a livello nazionale e la pandemia rappresentano la più grande minaccia alla stabilità dalla fine della guerra civile del Paese nel 1990, e si teme una nuova spirale di violenza.

Nelle ultime settimane la sterlina libanese, ancorata al dollaro da oltre due decenni, ha perso il 60 per cento del suo valore rispetto al dollaro e i prezzi dei beni di prima necessità sono saliti alle stelle. La disoccupazione è salita al 35 per cento e si stima che il 45 per cento della popolazione del Paese sia ora al di sotto della soglia di povertà.

Il governo ha gradualmente iniziato ad allentare l’isolamento per arginare il virus, e nei giorni scorsi i manifestanti sono tornati per le strade in piccolo numero. La protesta di sabato è stata sollecitata dalle organizzazioni di base e dai gruppi della società civile, nonché da diversi partiti politici, tra cui alcuni gruppi che hanno presentato richieste di disarmo di Hezbollah.

La partecipazione dei gruppi politici e gli slogan anti-Hezbollah hanno creato scompiglio tra attivisti e manifestanti secondo i quali l’attenzione dovrebbe rimanere focalizzata sulla crisi economica del paese e sulla richiesta di elezioni anticipate.

Centinaia di soldati libanesi e poliziotti in tenuta antisommossa sono stati dispiegati sulle strade principali della capitale e dei suoi sobborghi prima della protesta. In seguito si sono trovati tra i vari gruppi in mezzo a scontri e sassaiole.

Tommaso dal Passo