LIBANO. Nasrallah: attaccare l’Iran significa la fine d’Israele

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Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha avvertito che qualsiasi guerra all’Iran avrebbe infiammato l’intera regione e portato alla “fine di Israele”. «Questa è la nostra posizione come parte dell’asse della resistenza: non siamo neutrali e non lo saremo», ha detto.

In un discorso nella periferia meridionale di Beirut in occasione delle celebrazioni per la festa dell’Ashura, Nasrallah ha definito ingiuste le sanzioni statunitensi contro l’Iran, la Siria e i movimenti di resistenza in Palestina, Libano e Iraq: «Questa presunta guerra segnerà la fine di Israele, la fine dell’egemonia e della presenza americana nella nostra regione», ha sottolineato il leader di Hezbollah, riporta Asharq al Aswat.

Nasrallah ha sottolineato che Hezbollah e i suoi alleati, tra cui l’Iran, erano «nel bel mezzo di una campagna importante», che ha visto Washington e Tel Aviv tentare di imporgli un assedio, riporta la TV libanese al-Manar, vicina ad Hezbollah.

«Oggi, gli Stati Uniti, Israele e i loro strumenti stanno cercando di assediare il nostro campo. Il leader di questo campo è l’imam Ali Khamenei e il centro di questo campo è la Repubblica Islamica dell’Iran”, ha detto.

Il capo degli Hezbollah ha ulteriormente sottolineato che i leader israeliani e americani non riusciranno nei loro complotti a minare il fronte di resistenza attraverso “blocchi” e “sanzioni”.

«Stasera e domani, diremo a Netanyahu e a Trump che siamo un popolo non colpito da blocchi, sanzioni, povertà e fame», ha detto. Nasrallah ha poi continuato dicendo: «Dal Libano, diciamo al mondo intero che il nostro imam, il nostro leader, il nostro padrone… è il grande ayatollah Sayyed Ali Husseini Khamenei… e che la Repubblica islamica dell’Iran è il cuore di questo asse, il suo centro principale, il suo più forte sostenitore».

Nasrallah ha poi denunciato anche le «sanzioni sulle banche libanesi», che ha detto «non hanno nulla a che fare con Hezbollah», riferendosi alla Jamal Trust Bank, aggiungendo che lo Stato e il governo libanese dovrebbero «difendere i libanesi e le loro istituzioni». Commentando i recenti attacchi israeliani, Nasrallah ha detto: «I libanesi hanno sventato il tentativo di Israele di cambiare le regole di ingaggio in vigore dal 2006» e ha anche apprezzato «la posizione unita libanese nel respingere l’aggressione israeliana sul Libano».

Per quanto riguarda la questione economica, Nasrallah ha osservato che la situazione non è senza speranza, ma ha bisogno di un approccio responsabile e di sforzi concertati per combattere la corruzione.

Lucia Giannini