LIBANO. Hezbollah contro il Kurdistan indipendente

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Il segretario generale libanese di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha tratteggiato un complotto creato per dividere la regione mediorientale con il referendum del Kurdistan iracheno, descritto come una minaccia per l’intera regione.

Stando a quanti riporta Irna, Nasrallah ha detto che dividere la regione fa parte del progetto “Nuovo Medio Oriente” già fallito per la vittoria del Movimento di Resistenza nella guerra di 33 giorni in Libano nel 2006; il piano di dividere la regione è volto a trasformare Israele nel paese più forte per essere un rifugio per tutte le tribù. La secessione del Krg porta con sé la divisione della regione su basi razziali e tribali. È un pericolo le cui ripercussioni persisteranno per centinaia di anni, ha detto Nasrallah.

Per il leader di Hezbollah, Israele è l’unico sostenitore della secessione del Kurdistan iracheno nel mondo, un dato che può servire da pietra di paragone per comprendere la questione. Altrove nel suo discorso ha affermato che Daesh sta per estinguersi in Siria e Iraq e non ci vorrà molto tempo; Daesh sta compiendo attentati suicidi per compensare le sue sconfitte,  ha aggiunto.

Ha poi detto che Israele è l’unico attore che non ha subito perdite da Daesh; anzi, ha ottenuto benefici dall’emergere del gruppo terroristico.

Ha poi detto che la separazione del Kurdistan iracheno diffonderà divisione anche in Arabia Saudita, che ha maggiori possibilità di dividersi rispetto ad altri paesi. Nasrallah ha anche messo in guardia coloro che pensano che la divisione regionale non creerà alcun problema, non si avrà mai così la pace. La divisione regionale significa spingere la regione verso guerre civili dagli esiti incerti.

Nasrallah ha anche sottolineato la necessità di mantenere la stabilità in Libano, affermando che l’opportunità del paese risiede nel dialogo tra i gruppi e nel mantenimento della stabilità.

Oggi, Hezbollah si trova nella posizione del più forte, come Israele l’ha definito, secondo esercito della regione, ha poi detto.

Lucia Giannini