Hezbollah chiude la periferia di Beirut

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LIBANO – Beirut 27/08/2013. Dopo i due ultimi recenti attentati nei sobborghi meridionali di Beirut (roccaforte sciita di Hezbollah), Hezbollah ha deciso di mettere l’area in sicurezza.

Le forze di sicurezza del partito hanno istituito posti di blocco, con dispositivi di rilevazione di esplosivi e cani anti-bomba a tutti gli ingressi che li collegano a Beirut centrale. Ci vogliono in media circa due ore per poter attraversare i punti di controllo di Hezbollah a tutti gli ingressi e all’inizio delle strade principali della zona. Stante la rapidità con cui sono stati realizzati i diversi punti di controllo, si può credere che un simile piano fosse pronto da molto tempo. Si tratterrebbe di una misura eccezionale vista la percezione che elementi esterni al partito stiano conducendo una guerra contro le sue posizioni interne per terrorizzare la sua base popolare e convincerla a non appoggiare più il partito. La mossa di Hezbollah rappresenta il più alto livello di protezione che il partito ha nel suo arsenale per per affrontare uno scenario di sicurezza e politico sempre più incerto. Nella periferia sud di Beirut vivono quasi 1 milione di abitanti e il blocco è in vigore da più di due settimane. Contrastanti ovviamente le reazioni della cittadinanza: da chi lo approva perché si evitano altre autobombe scalfite, c’è chi poi sente di vivere recluso perché non può muoversi liberamente per la città e di stare in un ghetto. Da parte sua, Hezbollah sta cercando di ridurre al minimo l’impatto sui residenti della periferia sud attraverso l’organizzazione di attività popolari progettate per innalzare il morale e alleviare la sensazione di isolamento.