LIBANO. Bomba inesplosa del 2006 trovata dai Caschi Blu italiani

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I militari del Contingente italiano del Sector West di UNIFIL hanno rinvenuto nella propria area di responsabilità un proiettile d’artiglieria da 155 millimetri senza spoletta, residuato bellico risalente alla guerra del 2006.

Ad intervenire sul posto per la messa in sicurezza dell’area è stato il Team di artificieri (Eod/Iedd – Explosive Ordnance Disposal/Improvised Explosive Device Disposal) del 3° reggimento Genio Guastatori, inquadrato nel Combat Service Battalion del Sector West di Unifil.
Nonostante siano trascorsi oltre dieci anni dalla così detta “guerra d’estate” fra Israele e le milizie di Hezbollah, la problematica legata al ritrovamento di ordigni inesplosi è ancora attuale, soprattutto nella stagione delle piogge.

I militari italiani hanno da sempre sensibilizzato la popolazione locale e soprattutto i minori su questo pericolo invitando a segnalarne la presenza.
L’attuale missione in Libano è a guida Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli” agli ordini del generale Ugo Cillo.

Occorre ricordare che la missione Unifil è nata con la Risoluzione 425 adottata in data 19 marzo 1978 da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito dell’invasione del Libano da parte di Israele nel marzo 1978. Successive Risoluzioni Onu hanno prorogato, con cadenza semestrale, la durata della missione.

Il 2 febbraio 2007, il Generale di Divisione italiano Claudio Graziano assumeva il Comando della forza ONU in Libano (Unifil) e al quale successivamente succedeva, da gennaio del 2012 fino al luglio 2014, il Generale di Divisione Paolo Serra. Inoltre, dal 24 luglio 2014 al 19 luglio 2016 il Generale di Divisione Luciano Portolano è stato al Comando di UNIFIL.

Redazione