LIBANO. Addestramento nei centri abitati

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I caschi blu italiani in Libano hanno concluso ad As Samayah un’attività esercitativa congiunta con le Forze Armate Libanesi, Laf, sulle operazioni militari nei centri abitati.

L’addestramento ha interessato militari di Italbatt, la Task Force italiana del Sector West di Unifil, e un plotone dell’esercito libanese. L’attività, durata due settimane, ha avuto lo scopo di far conseguire le capacità di base per lo svolgimento di attività militari nei centri abitati con particolare attenzione alla pianificazione e alla condotta delle attività.

Simili esercitazioni congiunte, oltre a consentire alle Forze Armate Libanesi di implementare le loro capacità operativa contribuiscono ad una maggiore sinergia con i caschi blu di Unifil.

Il supporto alle Forze Armate Libanesi è uno dei compiti assegnati dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alla popolazione.
Il comando di ITALBATT è attualmente su base reggimento “Genova Cavalleria” e l’Operazione “Leonte XXI” è a guida Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli” agli ordini del generale Ugo Cillo. Per la “Pozzuolo del Friuli” si tratta del quinto mandato nella terra dei cedri e alla guida del Settore Ovest di Unifil.

In precedenza a settembre 2016 si era svolto un altra attività addestrativa tra i “caschi blu” italiani e i militari delle forze armate libanesi.

L’esercitazione di settembre era di tipo dinamico a fuoco in un contesto operativo caratterizzato dal massimo realismo. Era stata la prima di questo genere ad essere stata concepita, organizzata e condotta con le Lebanese Armed Forces da parte di un contingente di Unifil.

L’attività di settembre come quella recentemente conlcusa, si prefiggeva lo scopo di testare le procedure tecnico-tattiche elaborate e condivise tra i peacekeeper di Italbatt, e le forze di reazione delle forze armate libanesi.

Se ora si è trattato di testare le procedure in ambiente urbano, a settembre le unità hanno simulato attacchi diretti ostili non convenzionali.

Lucia Giannini