Lettonia, rush finale per la riforma sanitaria

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Lettonia, ancora in via di approvazione la riforma del sistema sanitario che vuole legare il pagamento delle imposte all’accesso dei servizi sanitari. Norma che obbligherà i lettoni ad avere un’assicurazione sanitaria.

A partire da luglio 2013, infatti i pagamenti delle imposte personali sul reddito saranno collegati all’accessibilità dei servizi sanitari, a riferirlo il ministro per la Sanità Ingrida Circene in un dibattito via web: «I dati relativi al pagamento delle imposte per l’anno precedente saranno consegnati entro il 1 luglio, motivo per cui il nuovo sistema non può essere introdotto prima del 2013», ha spiegato Circene, aggiungendo che il nuovo sistema di pagamento delle imposte è ora in discussione presso il ministero delle Finanze. Il Ministero della Salute, presenterà il progetto di assicurazione sanitaria obbligatoria ai cittadini a breve, prima della fine di agosto. Se il governo approva il progetto, le tre repubbliche Baltiche avranno una legge sull’assicurazione sanitaria simile, un altro passo verso l’armonizzazione degli impianti normativi Estonia, Lituania, Lettonia.

Il ministro della Sanità, ha spiegato che l’accessibilità dei servizi sanitari e di conseguenza l’assicurazione sanitaria obbligatoria dovrà riguardate tutti i residenti economicamente attivi tra i 18 ei 62: «La “tassa sulla salute” sarà il 5 per cento della imposta personale sul reddito, che attualmente è al 25 per cento», ha affermato Circene. Il nodo da sciogliere tra ministero delle Finanze e quello sulla Sanità è proprio questo: quanto far pagare ai cittadini; il Parlamento, di recente ha approvato la riduzione dell’imposta personale sul reddito reddito che passa così dal 25 al 20 per cento entro il 2015, quindi la percentuale di gettito fiscale che dovrebbe andare alle cure sanitarie abbasserebbe ulteriormente il flusso di danaro nelle casse dello stato. La riforma, secondo il ministro, è necessaria e offrirà un’ampia rete di sicurezza sociale, pensionati ei bambini avrebbero comunque diritto a servizi sanitari gratuiti. Tra gli obiettivi della riforma anche cercare di ridurre al massimo il rischio di tensione sociale.