LETTONIA. Non chiamateci più “ex repubbliche sovietiche”

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Gli ambasciatori di Lettonia, Lituania ed Estonia hanno inviato una lettera al direttore del quotidiano Le Monde, Luc Bronner, lettera in cui chiedono di non chiamare più i loro Stati “ex repubbliche sovietiche”, riporta Sputnik.Latviya, cioè l’edizione lettone dell’agenzia russa.

L’occasione è stata un articolo su un nuovo centro alleato locato in Finlandia contro le “minacce ibride” provenienti dalla Russia; nel servizio, i paesi baltici vengono chiamati «ex repubbliche sovietiche».

Nel servizio di Le Monde si dà notizia di un centro di eccellenza contro le minacce ibride, aperto a Helsinki sotto l’egida della Ue e della Nato. Il centro avrà lo scopo di mettere in guardia i leader dell’opinione pubblica e i paesi occidentali delle campagne di disinformazione e di sviluppare strategie di resistenza.

Nove stati hanno firmato, l’11 aprile a Helsinki, il memorandum che creava il Centro Europeo di Eccellenza per la lotta contro le minacce ibride, operativo da settembre.

Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Estonia, Norvegia, Spagna sono i paese firmatari. 

Durante la firma del memorandum è stata sottolineata l’importanza di una cooperazione in questo campo tra l’Ue e la Nato. Bruxelles, infatti, definisce minacce ibride come «la miscela di attività coercitive e sovversive, convenzionali e non convenzionali, che potrebbe essere utilizzata in modo coordinato da attori statali o non statali, al fine di raggiungere determinati obiettivi, senza superare la soglia di una guerra dichiarata formalmente».

I diplomatici baltici hanno fatto notare, nel loro testo, che i rispettivi paesi hanno aderito all’Unione Sovietica nel 1940 in maniera non volontaria.

Hanno anche aggiunto che tutte le tre repubbliche baltiche non sono state create partendo da zero, dopo il crollo dell’Unione Sovietica e ritrovata l’indipendenza, hanno dichiarato la continuità dei loro stati preesistenti alla forzata adesione all’Urss.

All’inizio di quest’anno, i diplomatici baltici avevano fatto un appello analogo al portale tedesco Zeit Online, che aveva pubblicato le notizie dei loro paesi nella categoria “L’eredità dell’Unione Sovietica”.

Tutti e tre i paesi ribadiscono che sono stati occupati dall’Unione Sovietica tra il 1940 e il 1991, e richiedono un risarcimento alle autorità russe, per i danni patiti durante «l’occupazione sovietica». 

Anna Lotti