LETTONIA. Inasprita la legge antiriciclaggio

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Il 26 aprile, il parlamento lettone ha deciso di ridurre i legami delle banche nazionali con le società di comodo attraverso nuove leggi antiriciclaggio di denaro. Il primo ministro Maris Kucinskis ha promesso di migliorare il controllo delle banche, dopo che gli Stati Uniti hanno avviato la chiusura della terza banca lettone, Ablv, accusandola di riciclaggio di denaro e di violazione delle sanzioni nei confronti della Corea del Nord.

Lo scandalo ha messo Riga al centro di una lotta tra Russia e Stati Uniti e ha innescato un dibattito su controlli più severi del riciclaggio di denaro in tutta Europa. Washington continua a esercitare pressioni sulla Lettonia affinché affronti il problema, gran parte del quale, secondo dichiarazioni private di funzionari, coinvolge magnati russi.

Riga ha fatto uno sforzo importante per dimostrare la sua volontà di riforma del settore: all’inizio di questo mese, il ministro delle Finanze Dana Reizniece-Ozola si è recato a Washington per colloqui con alti funzionari del Tesoro degli Stati Uniti; nonostante le iniziative, Transparency International ha affermato che la Lettonia deve ancora rafforzare la sua autorità nella lotta contro il riciclaggio di denaro. 

La nuova legge vieta alle banche di trattare con società di comodo a meno che non dimostrino di essere imprese legittime. L’autorità di vigilanza finanziaria lettone ha espresso l’auspicio che la legge riduca di almeno due terzi, nel giro di un paio di mesi, il numero delle circa 17.000 imprese opache che hanno legami con la Lettonia. 

Dall’indipendenza dalla Russia nel 1991, più di una dozzina di banche lettoni si sono autopromosse come porta d’ingresso ai mercati occidentali per i clienti in Russia e negli Stati dell’ex Unione Sovietica, come l’Ucraina, e hanno promesso ai clienti un segreto bancario stile svizzero.

Molti depositi esteri erano di società di comodo, circa la metà delle quali sono registrate in Gran Bretagna e nelle Isole Vergini britanniche, il che rende difficile identificare il beneficiario finale. La nuova legge sconvolgerà quello che gli esperti considerano un pilastro centrale di un sistema finanziario che ha permesso al denaro di arrivare dalla Russia o da altri paesi e di essere prelevato in dollari o in euro. Più di 200 milioni di euro sono stati ritirati dalla Lettonia l’anno scorso in contanti, portando il valore totale del flusso contante a più di 750 milioni di euro dall’inizio del 2015, secondo Reuters.

Anna Lotti