Caro Ayman ti scrivo…

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ITALIA – Roma 05/11/2014. Premettiamo fin dura che potrebbe essere una bufala o opera di informazione ma essendoci già stata una “lettera” di Ayman al Zawahiri ad Abu Bakr al Baghdadi, quella di cui andiamo a parlare potrebbe essere la risposta.

Abu Bakr al-Baghdadi (in apertura) ha scritto ad pediatra egiziano a capo di al Qaeda per invitarlo a rompere il giuramento di fedeltà fatto a suo tempo al Mullah Omar e ad unirsi allo stato islamico. Poco dopo essersi autonominato “califfo” dello Stato islamico, Baghdadi avrebbe inviato un messaggio al suo ex capo, il vertice di Al Qaeda, Ayman al-Zawahiri (a destra). Erano passati quasi sei mesi da quando Zawahiri aveva scacciato Baghdadi e il suo gruppo da al Qaeda per la brutalità dimostrata verso i civili. Baghdadi avrebbe esortato il leader di Al Qaeda a rinunciare al giuramento di fedeltà al mullah Mohammed Omar, fondatore e leader spirituale dei talebani afgani, proclamatosi anch’egli Amir al-Mu’minin, cioè comandante dei fedeli. Nella lettera, Baghdadi avrebbe definito il Mullah Omar, un ignorante, un analfabeta signore della guerra, indegno di rispetto spirituale o politico, consigliando Zawahiri a giurare fedeltà a lui in cambio di una posizione, ovviamente subordinata, nel nuovo Califfato. A quanto pare Zawahiri non avrebbe mai risposto, confermando così la sua fedeltà agli alleati talebani afgani, oggi combattuti tra il seguire gli iracheni di al Baghdadi e le loro vittorie oppure restare fedeli al movimento che fino ad oggi non ha ottenuto le eclatanti vittorie riportate da Isis. La stura di Quetta, nel frattempo, ha recentemente lanciato una politica di tolleranza zero per tutti i loro membri che reclutano o si arruolano in Isis. Lo Stato islamico non sembra prendere sul serio la minaccia talebana; tanto che una serie di opuscoli promozionali pro Isis sono apparsi a Peshawar e negli insediamenti di profughi afgani lungo il confine. Stampati nelle due lingue principali dell’Afghanistan, Dari e Pashto, i libretti di 12 pagine invitano tutti i musulmani a sostenere lo Stato islamico, con la promessa che l’Afghanistan, il Pakistan e l’Iran saranno parti di un grande califfato che si estenderà dal Mediterraneo al subcontinente indiano e oltre. Stando a fonti afgane poi, circa 250 talebani afgani e pakistani si sarebbero uniti alle forze del Califfato di al-Baghdadi. A prima vista, Isis e i talebani dovrebbero essere alleati e non antagonisti. Ma la lettera e l’atteggiamento di al-Baghdadi sembrano compromettere tutto: i talebani sarebbero irritati dai presunti insulti al Mullah Omar e dal modo in cui il leader di Isis sta usurpando il titolo di Amir al-Mu’minin. Resta però il fatto che nessuno ha visto il Mullah Omar dal 2001. Le vittorie dello Stato islamico hanno aperto nuove frontiere del jihad, fuori del controllo dei talebani, pakistani e afgani. Due comandanti ex talebani, oggi passati ad Isis, Muslim Dost e Abdul Qahir, sarebbero i rappresentanti del Califfato nella regione e avrebbero il compito di evitar che spie statunitensi e governative si possano infiltrare dentro Isis. A ottobre, sei importanti comandanti talebani pakistani hanno giurato fedeltà ad al-Baghdadi.