Leon e il Marocco sulla Libia

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MAROCCO – Skhirat 11/10/2015. Leon ha pubblicamente ringraziato il Marocco per il suo lavoro nei negoziati tra le diverse fazioni libiche durante la presentazione della lista del governo di unità nazionale.

Il rappresentante speciale per la Libia del segretario generale dell’Onu nonché Capo della Missione di appoggio delle Nazioni unite in Libia, Bernardino Leon, ha, infatti, riconosciuto il ruolo del Regno del Marocco nel successo dei negoziati di Skhirat, periferia di Rabat, riporta la Map.

«Prima di leggere l’elenco dei nomi, penso che siamo tutti d’accordo, partecipanti al dialogo, comunità internazionale, i media che i nostri ospiti qui in Marocco sono stati uno strumento, un elemento fondamentale per il successo di questi colloqui. Il Marocco ha svolto un ruolo molto importante, non solo come paese ospite, rendendo possibile quello che abbiamo fatto, ma ha fatto molto di più. E voglio citare Sua Maestà il Re Mohammed VI. Voglio citare il suo governo, e voglio citare tutto il team degli affari esteri e delle altre istituzioni marocchine che ci hanno sostenuto» ha detto Leon durante la conferenza stampa tesa ad indicare la composizione del governo di Faiz al-Saraj. Si tratta di un riconoscimento internazionale ch deLeon ha fatto in più dio un’occasione e in tempo diversi. Già nel luglio scorso, durante e dopo i negoziati del primo accordo Leon aveva detto: «L’accordo di Skhirat è stato reso possibile grazie al contributo di molti libici che hanno lavorato all’interno di questi gruppi di lavoro e altri gruppi, ma anche grazie al paese ospite, il Marocco, che ha svolto un ruolo molto importante, non è solo un benvenuto, ma anche un ruolo politico ruolo di sostegno (…) È una partnership molto importante tra il Marocco e la missione delle Nazioni Unite». Il Regno del Marocco ha , infatti, ospitato il dialogo inter-libico dal 5 marzo 2015 che ha riunito le diverse anime del composito e spezzato panorama politico libico: i rappresentanti della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, quelli di Tripoli, gli “indipendenti” composti da civili personalità, intellettuali, avvocati e uomini d’affari, oltre ai rappresentanti delle associazioni femminili.