Lega araba spaccata sulla Siria

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EGITTO – Il Cairo 02/09/2013. Il capo della Coalizione Nazionale siriana, Ahmad al Jarbe, il primo settembre, ha lanciato un appello alle nazioni arabe di sostenere l’attacco Usa in Siria.

«Sono qui davanti a voi oggi per fare appello ai vostri sentimenti fraterni e umanitari e vi chiedo di sostenere l’operazione internazionale contro la macchina da guerra del regime siriano» ha detto Jarbe alla sessione dei ministri degli Esteri della Lega Araba presso la sede della Lega Araba, al Cairo. Jarbe ha invitato la Lega Araba «a sostenere efficacemente l’attacco militare contro la macchina del terrorismo di regime». All’incontro, presieduto dal Ministro degli Esteri libico Mohammed Abdul – Aziz, ha partecipato anche il segretario della Lega Araba generale Nabil al Arabi. Il capo della Lega Araba ha ribadito la posizione che la soluzione politica è l’unico modo per porre fine al conflitto in Siria , mentre il ministro degli Esteri saudita Saud al Faisal, ha detto che il regime siriano ha «passato tutte le linee rosse» e deve essere fermato. I ministri degli Esteri della Lega avevano inizialmente previsto di incontrarsi il 3 settembre per discutere dell’imminente attacco Usa sulla Siria, il cui governo è accusato di aver usato gas tossici contro la popolazione civile, il 21 agosto alla periferia di Damasco. L’incontro è stato anticipato al primo settembre poiché il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è detto determinato a lanciare un attacco su obiettivi del regime siriano e di ottenere la preventiva approvazione del Congresso. Arabia Saudita e Qatar, principali sostenitori dei ribelli anti-Assad, vogliono un’azione decisa, mentre altri stati arabi come Iraq, Libano e Giordania, paesi vicini alla Siria, hanno escluso di partecipare a qualsiasi attacco. Il ministro degli Esteri saudita ha detto ai suoi colleghi, divisi sul conflitto, che opporsi all’intervento militare in Siria sarebbe incoraggiare il regime di Damasco a «continuare nei suoi crimini(…) È il momento di chiedere alla comunità internazionale di assumersi le proprie responsabilità e di adottare misure deterrenti contro il regime siriano», ha poi aggiunto.