Cambiano le regole del lavoro nel Regno

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ARABIA SAUDITA-Riad. 14/05/15. Cambiano i permessi di lavoro e le modalità di assunzione nel Regno Saudita. A darne notizia la testata ajel.sa secondo cui già dalla prossima settimana sarà pronto il nuovo regolamento.

A farla da padrone le Agenzie di reclutamento per il personale. Il Ministero del Lavoro ha emesso un nuovo meccanismo per regolare il mercato di reclutamento nel Regno, compresa la concessione di molte delle strutture e delle competenze degli uffici di reclutamento, tra cui l’Ufficio del potere di concedere il visto di assunzione al posto del ministero, compresa la fornitura della manodopera. Una fonte del Ministero del lavoro (che ha chiesto l’anonimato), sostiene che il nuovo meccanismo di assunzione che verrà emanato dal ministero la prossima settimana comprenderà anche la fase dei controlli, sia per il reclutamento del lavoratore che le carte in regola da parte di chi assume – l’ufficio del cittadino -), all’ufficio di reclutamento sarà dato il potere di visto invece che al ministero, in modo da velocizzare i tempi.  Inoltre, ha detto un’altra fonte in seno al Consiglio di Saudi Chambers, che le dimissioni da parte del presidente del Comitato Nazionale del reclutamento e dei suoi 25 membri del comitato di Domenica, non erano certamente una suo desiderio, ma sono giuste in quanto questi «hanno pagato, perché le conclusioni raggiunte in materia di assunzioni sono state insoddisfacenti in seno al Ministero del Lavoro e del Consiglio delle Camere». La stessa fonte ha osservato, che «un gran numero di denunce ha raggiunto il Consiglio delle Camere, per via delle violazioni in materia di assunzioni da parte della Commissione di assunzione e dei suoi membri, accusati di corruzione e di seguire un meccanismo complesso, che ha portato a livelli insostenibili il costo elevato dei tassi di reclutamento sul cittadino, che ha portato a danni agli uffici di reclutamento, e che ha costretto i sauditi dipendenti a fare pessime scelte a causa delle condizioni finanziarie incontrate nel corso degli ultimi anni». Gli echi di dimissioni collettive della Commissione continuano i proprietari degli uffici di reclutamento che sono stati colpiti da provvedimenti giudiziari hanno confermato di aver avuto numerosi problemi con il Dipartimento dei diritti umani e legali con conseguenti denunce perché non in grado di pagare i debiti, vista l’alta corruzione dei funzionari.