L’ancora di salvezza della Siria? Hay’at Tahir al Sham

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Sono stati pubblicati con regolarità i bollettini dello Stato Islamico. Tornano in rete il canale delle mappe di ISIS e il canale Isdarat che una volta era un sito internet con tutta la propaganda aggiornati, mentre ora posta solo video. Annunciato con grande risalto un nuovo video edito da al Hayat dedicato alle battaglie e alle guerre. Nel promo si vedono delle immagini di altri video dello Stato Islamico, girati in diverse località. Daesh attaccando Samarra, Iraq, avrebbe distrutto tre aree utilizzate come “quartier generali” e dato alle fiamme a molte caserme. Non si conosce il numero dei morti ma Daesh sostiene di aver preso molte armi e munizioni. Sono proseguiti i bombardamenti della coalizione Usa su Mosul, testimoniati da brevi video messi in rete da Daesh. Altre immagini di ISIS sono arrivate da Salahuddin, zona nord di Baij. Si tratta di un attacco alle caserme delle Pmu vicino a Asmidah. Altro video arriva dalla zona dell’Eufrate: anche in questo caso l’attacco si è concluso con il rogo delle caserme e la presa di munizioni. Incidenti anche nella capitale irachena a Baghdad. Ha fatto il giro dei social la notizia secondo cui l’Iran sta facendo pressione su Baghdad perché vieti l’ingresso in Iraq ai cittadini americani, dopo le uscite di Trump. Se questo dovesse accadere i soldati americani saranno costretti a lasciare il suolo iracheno e questo favorirebbe la permanenza dello Stato Islamico.
Il presunto ictus di Assad avvenuto tra venerdì e sabato ha occupato gran parte della sfera social siriana. Il governo di Assad ha detto che il numero uno sta benissimo e quindi non c’è da preoccuparsi. Per gli attivisti in prima fila, la speranza è che Assad passi presto a miglior vita, in modo da dare vita in Siria a un nuovo governo. Nel frattempo le scissioni e fusioni tra gruppi ribelli continuano. Tahrir al Sham diventa Hay’at Tahir al Sham e assorbe molti leader di Ahrar al Sham. Secondo qualcuno Hay’at Tahir al Sham può contare su 31000 i combattenti, altri dicono 24.600.  Mentre in Ahrar al Sham ci sarebbero solo 20.000 combattenti. La Russia ha bisogno di sganciarsi dalla guerra in Siria da vincitrice e viste le precarie condizioni di salute di Assad, favorevoli anche ai suoi sostenitori, sarà più facile portare a termine questo obiettivo. Da Astana i ribelli hanno accusato Assad di aver violato ancora una volta il cessate il fuoco a Wadi Barada. Ma oramai gli appelli cadono nel vuoto. I ribelli hanno risposto al fuoco di Assad. Sostanzialmente il neo-nato schieramento asserisce di essere l’ultima ancora di salvezza della Siria contro gli invasori.

Redazione

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