La Rubrica #cyberlawdiritto/12

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ITALIA – Catania. 20/10/13. Report OpenGov: Esito monitoraggio flussi comunicativi Enti Locali

Il monitoraggio è stato effettuato analizzando il flusso comunicativo dei 58 Comuni della Provincia di Catania e dei 9 Comuni Capoluogo di Provincia in Sicilia (nonché dei relativi Sindaci) pubblicamente visibile nei motori di ricerca ed all’interno delle piattaforme dei principali social network monitorati (Facebook, Twitter, YouTube) in base ad una serie di parametri omogenei di misurazione dei flussi comunicativi, durante il periodo compreso tra luglio e agosto 2013, oggetto di un esaustivo report analitico (integralmente disponibile sul sito  http://www.dirittodiaccesso.eu/, pagina Facebook  https://www.facebook.com/dirittodiaccesso?ref=hl),

 

L’idea del Report è quella di analizzare il livello di diffusione dell’Open Government partendo dagli Enti Locali che sono istituzionalmente più vicini alle istanze della collettività per rilevare l’impatto che le tecnologie sono in grado di generare sul tessuto politico e sociale del Paese, partendo da un’indispensabile comparazione tra dati socio-demografici dei Comuni ed il livello dei flussi comunicativi degli enti locali medesimi.

L’Open Government indica una particolare visione di governance basata sull’adozione di strumenti e tecnologie per rendere le amministrazioni “aperte” e più “trasparenti” nel rapporto con i cittadini, in maniera tale da garantire un efficace e costante controllo sull’operato delle pubbliche amministrazioni, mediante nuove forme di interazione comunicativa bidirezionale, basate su condivisione e partecipazione degli utenti/cittadini ai processi decisionali dell’amministrazione, per migliorare il livello della trasparenza, consentendo ai cittadini di esercitare un potere di controllo continuo sui processi decisionali delle istituzioni.

Il monitoraggio è stato effettuato utilizzando specifici criteri analitici di rilevazione dei flussi di comunicazione pubblicamente visibili nei motori di ricerca e nei social network, facendo anche riferimento al contenuto delle “Linee Guida per i siti web della PA” previste dall’art. 4 della Direttiva n. 8 del 26 novembre 2009 del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione che non configurano allo stato attuale alcun obbligo normativo per la PA nel garantire la propria presenza istituzionale su uno o più social network, ma incoraggiano, senz’altro, una scelta di questo tipo, auspicando una presenza “più social” delle pubbliche amministrazioni, prendendo atto dello sviluppo rivoluzionario di Internet.

Naturalmente nel momento in cui una Pubblica Amministrazione decide di essere presente nel cyberspazio 2.0, deve essere consapevole delle implicazioni concrete di tale scelta, passando da un modello di comunicazione monodirezionale ad un modello di comunicazione bidirezionale nei rapporti con il cittadino, per favorire lo sviluppo di processi virtuosi di collaborazione, partecipazione e di cittadinanza attiva nella predisposizione dei processi decisionali delle istituzioni.

Le maggiori difficoltà nella realizzazione del monitoraggio hanno riguardato la concreta identificazione del Comune nel cyberspazio, dal momento che emerge in generale una scarsa identificabilità dell’Ente, a causa della non sempre chiara e agevole distinzione tra pagina ufficiale e non ufficiale. Si dovrebbe parlare di pagina ufficiale quando il Comune fornisce il link diretto al proprio social network sulla homepage del sito istituzionale, rendendone identificabile la presenza online; diversamente si parla di pagina non ufficiale. Inoltre, si riscontra una generale incapacità nella gestione dei social network da parte degli Enti Locali per la configurazione di propri efficaci canali comunicativi da utilizzare nei confronti della collettività: ad esempio, talvolta, piuttosto che attivare e gestire una pagina Facebook ufficiale, è stato creato un profilo personale anche per la comunicazione istituzionale dei Comuni, determinandosi una scelta strategica poco opportuna e utile dal momento che un profilo Facebook dovrebbe essere attivato esclusivamente per usi di interazione sociale delle persone fisiche: non a caso secondo le Condizioni generali di Facebook l’utilizzo del profilo personale per entità diverse da una persona fisica potrebbe comportare una violazione delle regole del network; inoltre soltanto nelle pagine Facebook i contenuti sono effettivamente pubblici e facilmente condivisibili per aumentare l’engagement verso gli utenti e poter gestire il sistema di Insights Facebook per monitorare il contenuto postato e il grado di interazione con i “Fan”.

L’esito del monitoraggio consente di focalizzare interessanti aspetti sul rapporto tra pubbliche amministrazioni e cittadini, le cui dinamiche sono inevitabilmente influenzate dalla graduale diffusione delle nuove tecnologie digitali.

Incrociando i dati raccolti (in base ai criteri di influence e di engagement) è possibile individuare tre categorie di Enti Locali:

  • Comuni fantasma: la loro presenza su social media è poco conosciuta e il dialogo sulla piattaforma è quasi assente;
  • Comuni star: sono molto conosciuti e il livello di interattività è elevato;
  • Comuni vetrina: sono molto conosciuti dai cittadini ma dialogano poco con loro;

In linea generale, i 58 Comuni della provincia di Catania e i 9 Comuni capoluogo di Provincia in Sicilia (oggetto del monitoraggio) rientrano, salvo alcune eccezioni, nelle categorie dei Comuni fantasmi – Comuni vetrina.

L’obiettivo della presenta attività è quello di auspicare un reale mutamento delle forme di comunicazione tradizionalmente utilizzate dalle pubbliche amministrazioni, per migliorare il livello di trasparenza nel processo decisionale delle istituzioni e le dinamiche tradizionali dei rapporti tra PA e cittadini, anche perché le valutazioni finali del monitoraggio hanno fatto emergere alcuni dati tendenzialmente negativi:

  • si riscontra la prassi tendenzialmente generale di utilizzare il profilo sociale soltanto in occasione della campagna elettorale per la gestione organizzativa della propaganda politica, con conseguente abbandono della piattaforma sociale al termine del periodo della competizione elettorale, rendendo il relativo profilo inerte, statico, privo di contenuti e di interattività, come risulta dalla cronologia dei contenuti pubblicamente visibili nella maggior parte dei casi monitorati;
  • si riscontra una generale incapacità nella gestione dei profili sociali per una comunicazione efficace, dinamica e bidirezionale conforme agli standard interattivi del web 2.0. (salvo rare eccezioni), prevalendo la classica tradizionale comunicazione monodirezionale-verticale, statica e priva di interattività, senza sfruttare i rilevanti vantaggi offerti dalle prassi comunicative bidirezionali tipiche del web 2.0.

Non a caso, viene utilizzato lo slogan “Caro Elettore non mi piaci”, per evidenziare l’esito negativo dell’analisi in cui si sostanzia il monitoraggio effettuato.

Angelo Alù,     angelo.alu85@gmail.com, Skipe: angelo.alu.85