La reazione camerunese a Boko Haram

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di Lucia Giannini BELGIO – Bruxelles 17/11/2016. Quello tra Camerun e Boko Haram sembra essere divenuto un nuovo conflitto dimenticato. Negli ultimi due anni e mezzo, il Camerun ha combattuto gli insorti di Boko Haram e il conflitto ha già causato 1500 morti, e ha creato a 155mila sfollati e 73mila profughi. Anche se i primi attacchi si sono verificati a marzo 2014, la presenza del gruppo jihadista nella regione del “Far North” del Camerun risale almeno al 2011. Il gruppo ha beneficiato di una rete di collaboratori locali e ha sfruttato le vulnerabilità della regione con quella del nord-est della Nigeria, culla di Boko Haram. Mentre i primi diciotto mesi di conflitto sono stati caratterizzati da una guerra convenzionale, il gruppo è ormai passato a una modalità asimmetrica di attacco. La risposta militare del governo camerunese ha avuto in parte successo, ma i problemi strutturali, che hanno permesso al gruppo di prosperare, non sono stati affrontati. La lotta contro Boko Haram richiede strutture di sicurezza adatte e migliorate, e politiche di risoluzione delle crisi a lungo termine che impediscano una ripresa di questa minaccia in una forma diversa, e bloccano insicurezza nella regione riaccendere. Il nuovo documento dell’International Crisi Group fa il punto sulla situazione recente e cerca di proporre, come sua caratteristica, dell vie per uscire dallo stallo e iniziare i primi passi verso la risoluzione del conflitto.