La politica sudcoreana chiede le dimissioni di Park

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di Antonio Albanese  COREA DEL SUD – Seul 16/11/2016. I big della politica sudcoreana hanno chiesto ufficialmente il 15 novembre le dimissioni del presidente Park Geun-hye; inoltre hanno chiesto che venga messa sotto accusa per lo scandalo che coinvolge uno dei suoi più stretti confidenti, Choi Soon-sil. Moon Jae-in, ex presidente del partito d’opposizione Minjoo e candidato alla presidenza, ha detto che inizierà una campagna nazionale per portare Park alle dimissioni; Moon ha detto che la campagna durerà fino a quando il presidente non si dimetterà, senza porre condizioni, riporta Xinhua. Moon ha detto che la frustrazione della gente, dimostrata nelle ultime grandi manifestazioni di piazza, non può essere placata solo  con le dimissioni di Park, per lui è giunto il momento di chiudere l’epoca attuale e rivedere le radici stesse del Paese.
Il sindaco di Seul Park Won-soon e quello di Seongnam Lee Myung Jae, due dei principali candidati alla presidenza del principale partito di opposizione, hanno accolto la proposta di Moon e hanno espresso la volontà di aderire alla campagna. Ahn Cheol-soo, ex presidente del Partito Popolare, sempre partito d’opposizione, ha detto che le dimissioni del presidente Park servono a salvare il paese, e ha chiesto al presidente di dimettersi prima di essere indagato dalla procura. I pubblici ministeri hanno chiesto di interrogare il presidente coreano entro e non oltre il 16 novembre, ma l’avvocato di Park chiesto un rinvio adducendo la mancanza di tempo e preparazione.
È stato accettato il 15 novembre un disegno di legge per nominare un consulente indipendente che indaghi sullo scandalo che coinvolge Choi Soon-sil, amico del presidente sospetto di ingerenza negli affari di Stato. Con la costituzione vigente del paese, il presidente gode dell’immunità, ma un’indagine è consentita se il rinvio a giudizio è sospeso fino alla fine della presidenza; entro 60 giorni dalle dimissioni occorre poi tenere una nuova elezione presidenziale. Kim Moon-sung, ex presidente del partito di governo Saenuri e uno dei candidati alla presidenza della coalizione dominante, ha detto che sarebbe stato corretto mettere sì sotto accusa Park e indire elezioni presidenziali entro i 60 giorni, ma un simile limite può non essere sufficiente per verificare i candidati presidenziali. Lo stesso Kim, uno dei principali membri del partito ma non un sostenitore di Park, ha invitato la direzione del partito a dimettersi, dicendo che la leadership che segue ciecamente Park non può normalizzare la crisi attuale.