La globalità della minaccia di ISIS

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Quest’oggi andiamo vedere i teatri altri in cui operano le cellule di ISIS per far comprendere la globalità della sua azione. ISIS promette ai suoi di fare del Sinai la terra del Califfato di fronte al nuovo legame tra USA e Egitto controllo Stato Islamico. Una dichiarazione di guerra che ribadisce l’inclusione della penisola egiziana nel territorio del nuovo Stato Islamico, nuova frontiera per gli uomini “Timorati di Dio”. Ed ecco che in questo quadro si inserisce la presenza on line con il continuo ripostare dei link di news del Califfato appena riaperti, le immagini della meravigliosa terra del Sinai, nuovo “paradiso” per i fedeli, e la reazione alle operazioni militari nell’area. ISIS mette in guardai i cittadini dell’aiutare le forze regolari egiziane, forze nemiche e impure a tutti gli effetti, Anche oggi droni sui cieli del Sinai, e segnalati colpi di artiglieria a sud di Sheikh Zuweid; una esercitazione militare israeliana in territorio “palestinese” e la conferma dell’uccisione, con un drone, di  tre soldati del Califfato a Rafah, avvenuta l’altro ieri.
In Yemen, segnalati Combattimenti ad Al Bayda; in Afghanistan a Nagarhar, ISIS distrugge un hummer con razzi e uccide tre soldati afghani nella regione di Lachin; In Thailandia un IED ISIS colpisce un mezzo delle forze regolari tailandesi. Dopo l’attentato dell’altro ieri in Russia, la notizia è stata l’individuazione e l’identificazione del presunto attentatore, come indicato dall’intelligence del Kirghizstan, GKDO: si tratterebbe di Akbarjon Djalilov nato nel 1995 a Osh, 22 anni, e poi divenuto cittadino russo. Di lui si hanno immagini prese dalle telecamere di sorveglianza, mentre giacca rossa e zaino in spalla entra in metro. La sfera social si muove: registra l’evento ma non commenta in genere. Inserita in report una constatazione sulla presenza russa in Siria: gli attentati terroristici non indeboliranno la presenza russa nell’area.
In Algeria È stato scoperto un nascondiglio con munizioni e caricatori da una pattuglia in ricognizione a In Guezzam, vicino al confine con il Niger. Si è svolta un’operazione dell’esercito algerino nelle province di Boumerdès, Tizi Ozou, Tébessa, Batna e Bejaia, sono stati distrutti 14 nascondigli, tre mine e 4 IED. La gendarmeria algerina ha arrestato 2 individui accusati di supportare il terrorismo nella zona di Tébessa. Diverse moto di una ONG in missione sono state rubate tra Dialoubé e Youwarou, in Mali, nella zona di Mopti, da uomini armati. Due giovani pastori (13 e 14 anni) sono rimasti uccisi nell’esplosione di una mina nella foresta di Mondoro, al confine con il Burkina Faso. Due veicoli e otto volontari dell’ONG PACEN sono stati derubati da uomini armati a Taboyé, zona di Gao. In Nigeria è stato pubblicato un nuovo video di Boko Haram sulle pene e i castighi prescritti dalla Shraia, denominati hudud. Infine in Somalia, vi sono stati spari da auto in corsa vicino al Ministero della difesa contro militari nel distretto di Daynile, a Mogadiscio. L’inviato e ambasciatore etiopico a Mogadiscio ha riferito che le truppe che hanno lasciato El Bur non erano inserite nel dispositivo AMISOM. Il diplomatico ha soprattutto accusato il governo somalo che in tre anni non è stato capace di riportare la popolazione (tra le 3 e le 4mila persone) nella città.
Redazione
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