Kuwait continuano le proteste contro il governo

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KUWAIT – Kuwait City – Non si fermano le proteste contro il governo in Kuwait. Il primo novembre ci sono stati ulteriori scontri tra rappresentanti delle tribù e le forze di sicurezza. La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e pistole stordenti contro i manifestanti, che hanno risposto lanciando sassi e bottiglie. Ma questo in realtà non è che l’ultimo di una serie di episodi simili, che hanno tutti origine in un unico punto.

Il tentativo da parte del governo di cambiare, per l’ennesima volta, la legge elettorale. Al-Sabah ha decretato infatti il 19 ottobre che gli elettori non possono scegliere che un candidato, mentre la vecchia legge sostenuta dalla Corte Suprema favoriva il pluralismo. La nuova legge favorisce la famiglia regnante e limita le opposizioni e i loro rappresentanti. Con le elezioni alle porte, che si terranno il primo dicembre, in Kuwait l’aria è davvero rovente. 

Il 1 ° novembre, il governo kuwaitiano ha rilasciato Musallam Barrack al, oppositore di primo piano e leader delle popolazioni tribali, imprigionato per aver insultato l’emiro Sheikh Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah a un comizio politico. Dall’inizio degli scontri il governo ha posto il divieto di riunirsi ai gruppi di più di 20 persone.  Con la nuova legge, al-Sabah intende riconfigurare la composizione del parlamento e ridurre il numero di candidati dell’opposizione. Ci sono stati più rimpasti nel governo, 8, che hanno visto salire il numero di parlamentari dell’opposizione. L’attuale emiro ha preso il potere nel 2006, da allora ad oggi sono state 5 le tornate elettorali.

Il governo conta di riprendere il potere portando a termine la promessa di dare vita a infrastrutture multimiliardarie e a progetti energetici pari a un importo di 111 miliardi di dollari per la costruzione di una metropolitana, centrale elettrica, ospedale, nuove strade e l’ampliamento dell’aeroporto.