Kuwait riforme in itinere

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KUWAIT – Kuwait City. 26/04/16. Delusione per quanti si aspettavano un piano di riforma economica e finanziaria del Kuwait basato sulla privatizzazione della produzione di petrolio e gas, l’istruzione, i servizi sanitari o la vendita di beni pubblici ai privati.

A darne notizia il Gulf News che cita il ministro per le Finanze, Anas Al Saleh. Il processo dunque sarà più lungo del previsto e passerà il vaglio dei legislatori otre che quello del governo. Alcune parti del piano di riforma, approvato dal Consiglio dei Ministri il 14 marzo, richiedono per la loro attuazione solo decreti ministeriali. La riforma comunque non può attendere oltre, perché è la base di partenza per il raggiungimento degli obiettivi economico fiscali dell’anno 2016-2017. «Piano che i legislatori hanno approvato il 17 giugno dello scorso anno», ha riferito la Kuwait News Agency (Kuna) il 23 aprile, citando il ministro. La quadra si deve trovare tra la tutela dell’interesse nazionale, «per preservare le risorse e la ricchezza della nazione», per usare le parole del ministro citate dall’agenzia Kuna, e conti dello Stato in difficoltà. Al Saleh ha insistito nel dire che il governo venderà i suoi beni a persone fisiche o aziende che li potrebbero monopolizzare. Il governo in base a quanto scritto all’articolo 4 della legge 37 del 2010 non può intervenire in materia di privatizzazione del petrolio, l’articolo recita: «nessuna privatizzazione della produzione di petrolio e di gas naturale o di raffinerie di petrolio o l’istruzione o la salute è permesso». I tagli dunque dovranno avvenire altrove. Oppure si dovrà trovare il modo di fare cordate pubblico privato che se da un lato garantiscano il ben pubblico, dall’altro portino nuovi flussi finanziari al Kuwait. Altro tema caldo sono i posti di lavoro. Il timore dei cittadini è infatti, quello dei tagli, come normalmente avviene inciso di difficoltà economico-finanziarie. Al momento però il ministro ha rassicurato che non ci saranno tagli di posti di lavoro.