KOSOVO. Si apre l’era Albin Kurti, l’epoca del dopo UCK

84

Domenica scorsa in Kosovo si sono tenute elezioni anticipate e a vincere è stato, seppur con una percentuale bassa di scarto, il movimento Vetevendosje guidato da Albin Kurti

In campagna elettorale Kurti ha promesso, tra le altre cose, un dialogo aperto con la Serbia. E quindi in attesa di sapere chi saranno i nuovi ministri per il Kosovo e quali alleanze Kurti proporrà, la stampa estera lo sta pressando per sapere cosa intende per  dialogare con la Serbia.

Ricordiamo che il suo predecessore Ramush Haradinaj ha ingaggiato nel suo ultimo anno di incarico come primo Ministro un muro contro muro culminato con l’istituzione di una tassa su tutti i prodotti da per la Serba del 100%.

In un’intervista per Voice of America, il leader di Vetevendosje ha affermato che gli incontri con l’inviato presidenziale americano per i colloqui Kosovo-Serbia sono stati propedeutici al raggiungimento di un accordo entro pochi mesi.

Ma avverte che la prospettiva di un accordo diventa più difficile quando la cronologia viene messa davanti al contenuto.

Kurti afferma che il progetto per lo scambio di territori tra Kosovo e Serbia è fallito, ma l’idea non è ancora morta e che il suo governo lo concluderà.

Ha anche commentato per la prima volta lo “Schengen dei Balcani”. Ovvero la libera circolazione di beni e persone tra Albania, Serbia e Macedonia del Nord. Secondo il primo Ministro è stato un grande risultato. 

Durante l’intervista Kurti ha dichiarato: «In un certo senso tutti e tre questi paesi hanno già la libertà di movimento e la liberalizzazione dei visti, il punto qui è che il Kosovo deve portarsi a casa questo risultato. Sono convinto che la Procura speciale sia essenziale per la liberalizzazione dei visti in Kosovo, quindi la liberalizzazione dei visti non sarà portata dal nuovo governo ma dalla nuova attività della Procura speciale quando sarà rilasciata dall’esecutivo. Ho intenzione di incontrare il governo della Repubblica d’Albania e vedere più specificamente di cosa si tratta, ma penso che in tutte queste iniziative sia estremamente importante che il Kosovo sia sempre presente, rappresentato e partecipato, perché La Serbia deve essere vista attraverso gli occhi del Kosovo da Tirana». 

Antonio Albanese