Di più, insieme per il Kosovo

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ITALIA – Roma 21/03/2015. «Per il futuro del Kosovo auguro che il dialogo tra Pristina e Belgrado continui. La NATO, l’Unione Europea e le nazioni che si preoccupano per il futuro del Kosovo e dei Balcani dovrebbero promuovere, nei prossimi dieci anni, la pace e il progresso in questa importante area dell’Europa».

Con queste parole il Generale Salvatore Farina firma l’ultima pagina del libro More Together! Di più, insieme per il Kosovo – La leadership italiana in KFOR XVIII 2013-2014, edito da Informazioni della Difesa. L’idea del titolo, More Together, nasce proprio dal motto di KFOR, scelto dal Generale Farina, comandante NATO Kosovo Force (KFOR) che ha voluto raccontare attraverso un breve percorso storico, ma soprattutto attraverso le immagini salienti il tracciato italiano che lo ha visto al comando e che ha avuto continuità nostrana con la nomina del suo successore, il Generale Francesco Figliulo qualche mese fa, grazie anche all’alta considerazione del ruolo dell’Italia in favore della pace e della sicurezza internazionale, come sottolineato dallo stesso ideatore di questo testo capace di insegnare la storia di un paese così complicato. Alle dipendenze del comandante di FKOR hanno operato 5.500 militari di 31 paesi, di cui 8 non fanno parte della NATO, articolati su due unità di manovra: Multinational Battle Group-West a guida italiana e Multinational Battle Group-East a guida statunitense, più due unità di riserva di cui una è il Multinational Specialized Unit su base Carabinieri sempre a guida italiana.

L’azione del Comando si è estrinsecato in 4 linee fondamentali: supporto alle elezioni, passaggio di responsabilità alle forze di sicurezza e Polizia kosovara con il rischieramento internazionale concentrato in maggior misura al nord del paese, riorganizzazione delle basi operative e infine il supporto alla Kosovo Security Force, tutti compiti condotti in assoluta sinergia con gli attori che operano all’interno paese.
Importante traguardo è stato quello della riapertura dello spazio aereo al traffico commerciale vietato dal 1999, anno che vide anche il Contingente italiano entrare in Kosovo dove assunse la responsabilità della regione Metohija la Terra dei Monasteri di grande importanza storica e culturale per la custodia del patrimonio religioso ortodosso e caratterizzata da numerose enclavi serbe, per questo è ritenuta una delle zone più complicate da gestire. L’Italia lega il suo nome al Patriarcato di Pec e al Monastero di Decane, ancora oggi sotto protezione, che ha fornito, e continua a farlo, difesa e sostegno a questi importanti e splendidi monumenti cari ai fedeli che arrivano da più parti in pellegrinaggio. Inoltre a luglio 2014 la barricata sul ponte Austerlitz a Mitrovica, città divisa in due anche nell’amministrazione, sostituita dal Parco della Pace ove il traffico veicolare è limitato anche se l’accesso su entrambe i lati della città è consentito da altre vie.
In un momento così delicato della storia del mondo le parole nella prefazione del Ministro della Difesa Roberta Pinotti contengono un importante significato “Se il Kosovo è riuscito a chiudere con un passato di tragiche contrapposizioni e a incamminarsi sulla strada dello sviluppo democratico ed inclusivo, è stato anche grazie a tutte le risorse umane e materiali, che il Sistema Italia, insieme ai suoi Partners internazionali, ha voluto e saputo investire in questa terra e in questa gente”. Speriamo che queste parole possano essere utili anche a far trovare lo stesso coraggio per intervenire sul Mediterraneo e fermare, prima che sia troppo tardi, l’avanzata terroristica che sta destabilizzando i paesi del Nord Africa, a noi davvero molto vicini.

alessandra.mulas@gmail.com